Mese: luglio 2013

Neoplasia non cancro dice Veronesi

In un articolo sulla Repubblica il professor Veronesi afferma che a livello mondiale ci sono indicazioni per chiamare il cancro neoplasia, in modo che l’impatto si ameno feroce sui pazienti, costretti, loro malgrado, a scoprirsi malati. IN effetti la parola cancro è estrema, finale, mentre pare che di neoplasia si possa anche guarire. In questo modo io sarei guarita, non avendo più il cancro e nemmeno una neoplasia. Già, ma nessuno mi toglie dalla testa il rischio della ricaduta e di tutte le altre informazioni che ho accumulato in questi due anni e mezzo. Certo fa più piacere sentirsi dire che hai una neoplasia, ti fa pensare che possa cambiare, andarsene. In ogni caso ringrazio ancora una volta gli studi che si fanno sulle neoplasie, per aiutare l’umanità a sconfiggere questo male che in assoluto è subdolo e devastante. Spero anche che si superino le cure con la chemio e la la radioterapia. Devastanti e deprimenti quasi uguale, se non fosse che forse salvano.  Buona giornata.

Vacanze e ritorno

Una settimana di vacanze, al mare, e scoprire che non sopporto più il  sole così caldo. Quindi molta ombra e passeggiate. In compenso ho riscoperto il campeggio, meglio, il bungalow del campeggio. Una vacanza ottima per chi ama stare in libertà e non aver obblighi di abiti, orari, cene ecc. Per il testo tutta la varia umanità che esiste sulla terra, dal personale gentilissimo, a qualche ospite turbolento, ma stavo già per tornare. Lontana da tutto come sempre. Ogni volta scopro aspetti nuovi del mondo che mi sta attorno e nonostante il tempo passi, anche troppo in fretta mi piace. A differenza di quello che ci vogliono far pensare la gente è ancora gentile e allegra. In ferie appunto!

E scoprire con disappunto che il sistema del mio nuovo telefonino non funziona con Mac! Per le foto alla prossima!

Tre donne, tre storie, tre violenze e uomini piccoli piccoli.

Si potrebbe dimenticare, lasciar perdere, abbandonare ogni idea di riportare alla ribalta le storie. No, ci ho pensato su alcuni giorni e ho deciso riunire le tre storie in una sola cartella. Ricapitoliamo : la moglie  di un dissidente del Tazikistan viene rapita e portata nel suo stato con la comicità dei servizi italiani. Con lei una bambina di sei anni. Un modo nemmeno tanto sottile per sopprimere la dissidenza. Sarà un regalo di B. al tiranno kazako?

Calderoli offende un Ministro per il suo pubblico di ritardati mentali e paragona la Kyenghe a un orango. Lui non so a chi potrebbe paragonare. Un verme? Si offendono i vermi.

La moglie che ha saputo che i suoi figli sono stati bruciati dopo essere stati uccisi dall’ex marito.

Te donne colpite in modo diverso ma riconducibile a un unico aspetto della loro vita: la dignità. Dignità di moglie, madre, persona attiva Te donne che ricorderanno per sempre questi giorni. Solo che gli uomini che le hanno offese la passano liscia, tranne il padre incendiario che non è morto, ma  è molto ustionato all’ospedale. Dobbiamo anche curarlo, dopo che forse ha ucciso i suoi figli per offendere e ferire la moglie. Porterà per sempre i segni del suo gesto, visibili.

Le altre due donne spero siano forti per sopportare il dolore e le offese che hanno loro arrecato. Alla piccola, sei anni appena, voglio dire che non siamo tutti cattivi qui in Italia, anzi, i bambini ci piacciono, e che spero che torni per godere delle bellezze Italiane.

Libri da leggere.

Questa sera consiglio due libri da leggere, di amici. Due libri doversi anche per come sono stati prodotti.

Francesco Salis  “Posto di guida”

Franz è un blogger che fa il taxista e scrive le sue avventure notturne alla guida della Cavallona, la sua auto. E’ vegano, rispetta la natura, è molto legato al rispetto dell’ambiente in generale. Anche nella stampa del suo libro  ha voluto cara a basso impatto ambientale. Il libro lo trovate nelle librerie on line.  Ecco il sito di Franz a cui auguro un bel successo di lettori. Fa sempre piacere quando si annuncia una nascita!

Mauro Maggiorani  “Ballata del tempo sottile”

Altro libro pubblicato da un compagno di avventure di scrittura. Mauro Maggiorani l’ho conosciuto in un laboratorio  e con altre 20 persone abbiamo scritto un romanzo. E’ una persona semplice e alla mano, molto lontano dall’idea che si ha di uno storico e professore universitario. Ci ha informati giorni fa della uscita del suo libro e oggi della intervista di Marilù Oliva nel suo blog .

Auguro ad ambedue un successo che ricompensi della fatica della scrittura! Auguri.

Il ponte blu

Alla mattina amo fare una passeggiata fino al lavoro a piedi. Mi piace il fresco dell’aria, non ancora bruciata dai raggi del sole  e i pochi passanti che attraversano  le strade, specialmente ora, in estate, rari e spesso in bicicletta, o con il cane al guinzaglio. La strada è sempre sotto il sole, fino alla voltata del ponte blu Si chiama così Ponte Blu in onore del gemellaggio con una città della Grecia, a Creta, Rhytimnon, Il ponte è piccolo ma con quattro torrette blu e si slancia fra le due rive di un torrente, l’Idice.

Ad un certo punto del passaggio sul ponte, girando lo sguardo verso est il fiume appare un luogo diverso, un qualsiasi luogo di villeggiatura, l’ansa di un fiume che si perde nel nulla, fra cespugli, alberi ed erba alta. A volte le anatrate, pare messe  da un privato, e un airone, libero e solitario nuotano nelle pozze più profonde, felici, penso. In  due o tre secondi mi libero di tutta la fatica quotidiana e mi rilasso, penso che in fondo basta vedere il paesaggio con occhi disincantati e sembra un mondo diverso!

 

 

Troppi senza tetto in giro

Di solito in estate, con il caldo,  i senzatetto vanno al mare a svernare diciamo. Oggi, girando per il centro della città ne ho incontrati tanti, avvolti nei loro cartono o con i visi  pitturati di bianco per chiedere l’elemosina. In effetti quello che era seduto sugli scalini di una casa padronale della strada nobile della città mi sembrava un  fuori posto. Già il fatto di avere scelto una strada nobile ma poco frequentata ne mette in evidenza la scarsa abitudine alle elemosine. Ho visto gente ancora avvolta nei suoi cartoni protettivi, altri che facevano collane di carta accerchiati da sacchi di strisce, forse documenti tagliati, non so. Mi si è stretto il cuore, mi piacerebbe aiutare tutti, ma non è possibile. Alcuni non sono andati al mare, perché? Troppa concorrenza? La città in estate è calda, soffocante e ostile. Ma forse va bene per chi si accontenta di uno scalino grande e protetto dal portico, beati i portici per il bene che fanno!Qui da me, in campagna i senzatetto non li vedi perché si nascondono  dentro le case abbandonate, vuote, e dopo li portano fuori, quando li trovano,. In campagna si sta meglio, decisamente, ma è lontana dalla città e da tutti  i confort che i senzacasa conoscono. Ho scoperto anche i residui di case o meglio di capanne lungo la ferrovia, nascosti dalle foglio delle siepi fitte degli alberi di acacia. Sedie e poltrone di plastica abbandonate , in inverno colpiscono e ti fanno intuire una vita nascosta, lontana da te ma vicina alla tua voglia di vivere bene.

M in centro non c’è tanto, solo portici e scalini di palazzi antichi e abitati da persone che vivono un’altra vita. Riflettevo si questo e dopo mi sono sentita dire, da ben altra persona, che non si muove più nulla, non c’è speranza di nulla, non c’è nemmeno la speranza di una pensione privata che cresca. E allora ho capito che anche loro, i senza casa, odio la parola barboni  perché ci sono persone curate anche fra di loro come ci sono persone che non si lavano anche fra di noi “normali”! Mi auguro che la loro estate sia una buona estate. Auguri a tutti, che siamo uniti dal detto” non c’è trippa per gatti”.

Un pensiero ai senza casa e un abbraccio affettuoso