Mese: maggio 2013

C’è sempre una sorpresa.

Finite le elezioni o il referendum chissà se potremo rimanere qualche mese senza doverci occupare di politica e crocette? Non se ne può più. Basta a chi ci chiede di dichiarare il nostro voto, basta a chi chiede cosa vogliamo, basta a chi si domanda cosa deve fare.

L’unica cosa da fare e che i politici in Parlamento non fanno è muoversi per uscire dalla crisi. Così pagano in termini globali di votanti, vincono gli astensionisti, e in termini relativi. L’unico che , oh! stupore, tiene è il PD. Non ho più voglia di analizzare più di tanto quello che sta succedendo. Mi sto annoiando da un po, tra le  bizzarie politiche di chi si stupisce di aver perso elettori senza aver mosso un dito in Parlamento ( il M5S). Se Beppe Grillo dichiara con rabbia che c’è una parte dell’elettorato che è contento del suo lavoro sicuro o della sua pensione ha ragione. Chieda a un disoccupato se non farebbe cambio! Grillo copia B. che per ora, per fortuna tace. Mi pare che alla fine i partiti vivi, con tutti i loro contrasti siano proprio quelli di area centrosinistra. Saranno conservatori, che buffo! una volta erano rivoluzionario, e resistono. Gli altri stanno svanendo come la sabbia durante un maremoto. Grillo ha deluso con quel suo restare sull Aventino, è tutto qui l’errore, e B. ormai è una fotografia sbiadita che sta vaporando. Noi restiamo qui, in attesa che il mondo cambi e che la crisi termini. In fondo siamo positivi! E poi c’è un poco di sole e questo porta bene!

A,B,C…per fortuna non voto

Domani a Bologna si vota per la scuola: un referendum consultivo, quindi non incisivo, chiede ai cittadini se vogliono che la scuola privata venga finanziata con i soldi dello Stato. Vedendo la situazione dove manca quasi tutto compresi insegnanti e aule capienti per i 28 ragazzini che ci vogliono mettere dentro, ritengo che i soldi debbano andare alla scuola pubblica. Senza togliere nulla alla scuola privata : chi vuole paghi le rette. Se va avanti così, con questo miscuglio tra pubblico e privato non si avrà alcun servizio;il privato convenzionato ti tratta come un pezzente e in fretta, mentre nel pubblico mancano i posti. Ritengo però che togliere il finanziamento alle scuole private non risolva il problema dei bambini che sono esclusi. In ogni caso mancano i soldi e quelli spesi per le private non sono sufficienti per aprire tutte le sezioni che servono. Spero che nessuno dei votanti sia convinto di risolvere il problema in questo modo. C’è anche l’aspetto religioso, quasi tutte le suole materne private sono gestite da suore o ordini religiosi. Se uno non è religioso ma deve trovare una scuola per i figli è costretto ad adeguarsi e nelle scuole cattoliche non è che non dicano preghiere. Perciò diventa quasi una costrizione.

Mi chiedo perché in Italia non si riesce ad avere una organizzazione semplice e lineare come in altri paesi. Forse perché discendiamo da mille popoli diversi con DNA differenti  e archetipi  che contrastano fra di loro.  Io non voto, non abito in città e quindi non è un mio dovere.

Cronache dalla normalità

Oggi scorrendo la posta ho incontrato un link che recitava “Come riconoscere la normalità”. Non l’ho letto, perché la mia idea di normalità è che la normalità non esiste. Esiste un metodo di comportamento insegnato fin dalla culla, esiste un codice di educazione che si applica in diversi contesti: a scuola, in ufficio, al cinema, in una serata danzante, in ogni momento della nostra vita ci sono regole non scritte che vanno rispettare. Non andare in ufficio in bermuda se non è il 13 agosto, oppure non vestire giallo sole se in ufficio sono tutti in grigio, oppure metter e la giacca e la cravatta dcc. Il contesto determina la normalità: in palestra non ci si mette a cantare a squarciagola, ma alla festa del tuo compleanno sì.

Il problema è che dietro queste maschere si nascondo individui che hanno le loro debolezze, i loro segreti, le loro cattive abitudini o i loro hobby particolari. Quindi non esiste la normalità ma il conformismo, anche fra i giovanissimi : stessi tattoo, stessi pantaloni rischio caduta sulla mutande firmata, stese unghie siliconate e siliconato anche altro, stesso modo di apparire. Le donne “anziane” tipo io non possono portare colori sgargianti, i capelli bianchi vanno tinti, si deve essere magri, tonici e bellocci.Ma io non do importanza a queste regole e spesso vengo criticata, per i miei occhiali colorati o i capelli bianchi lunghi e non tagliati secondo i canoni. Ma vivo lo stesso e bene, per giunta! Ebbene io sono per l’anormalità. Viva chi è rotondo ma simpatico, chi fa sport incredibili a 70 anni e chi si trova con le amiche al bar per discutere i fatti del giorno prima alle 8 di mattina. o anche chi a 70anni se la gode. Chi l’ha detto che non è normale? W la diversità di comportamento, di genere e di sessualità.

La memoria e la pacificazione

E’ faticoso restare distaccati ed educati di fronte agli insulti alla Carfagna. Perché non sono solidale?  Premetto che la pacificazione non mi affascina anzi, mi irrita. Perché se hanno offeso la Carfagna hanno buona memoria e ora si tolgono un sassolino dalla scarpa.  Non è che la sua elezione a ministro delle pari opportunità l’abbia ottenuta con una attività politica attiva e partecipativa come in altri partiti si usa. Discorso spinoso, ma vero, perché io non penso che le offese siano state fatte alla donna, ma alla Carfagna che da soubrette è diventata ministro. Tutto quello che gli italiani hanno mandato giù negli ultimi venti anni, rischia di tornare fuori e questo è pericoloso. Ma è anche vero che la metà degli italiani è stata insultata, presa in giro, derubata da quella classe politica che ora vorrebbe essere trattata con rispetto. Perché noi si dimentichi è  necessario che se ne vadano, spariscano dalla tv e dai media, lasciando spazio al nuovo e rispettando gli italiani. Che non sono idioti e hanno buona memoria. Non vorrei che solo ora la signora si ricordi delle pari opportunità e faccia una campagna contro altre persone  che sono solo arrabbiate per la crisi. Sì, perché bisogna dirlo, non è che abbia brillato per attivismo anche in parlamento. Le signore della destra Carfagna, Bramvilla, Santanchè sono prima dei mastini, poi delle donne.  E io, lo ammetto, non amo i mastini, specialmente quelli allenati al combattimento. La signora Carfagna non se la prenda, si goda i soldi del suo lavoro da deputato, dedichi il tempo a mantenere la sua bellezza. Al prossimo giro potrebbero venirle delle rughe! Nel caso in cui qualcuno pensi che la mia è invidia sappia che l’unica invidia che ho per le persone è la giovane età, che io non ho più. Per il resto penso che anche a loro vengono i calli o peggio.slide_258666_1673545_free

La monotonia della quotidianità

Mi sto abituando agli orari, alle consuetudini e alle persone dell’ufficio. La vita capovolta nell’arco di alcuni anni, senza andare all’estero. Comincio ad apprezzare il pomeriggio libero, e la camminata giornaliera a costo zero. Se poi mi sveglio con il sole è meraviglioso. dalla cucina vedo un albero che si sta riempiendo di foglie e bere il caffè è un momento ottimo per iniziare la giornata.

Avevo bisogno di un periodo tranquillo, senza scossoni. Un periodo in cui la quotidianità sia fatta di monotonia, certezza dei gesti e degli orari. Una vita stancar , se esiste una vita standard.

In compenso scrivo e molto. Chissà se riuscirò a finire qualche opera in modo sicuro!2012052710monotonia

Stappiamo lo spumante ?

La prima sentenza di colpevolezza per B. L’aria è cambiata, il vento tira dall’altra parte, comunque. Il nostro vivere è fatto di mode, tempi, atmosfere, modi di pensare che si modificano in base  agli avvenimenti, o forse sono gli avvenimenti che modificano il senso comune. Ora in Italia si respira meglio, è come se si fosse aperto uno spiffero nella finestra chiusa ermeticamente. Il parlamento diviso in tre parti e unito in un governo (?) di necessità.  Ma le larghe intese mancano di un altro terzo che pesa e peserà sempre più. E non tanto per il valore delle parole di Grillo, ma perché quando si squarcia un telone poi si rompe tutto, e non ci sono modi per farlo ritornare intero. Ecco I deputati nuovi, anche negli altri partiti hanno squarciato un velo , la ragnatela delle vecchie abitudini, dei clientelismo di una volta. Può essere che se ne formino di nuovi, vedi Formigoni e la Sanità lombarda, ma è cambiato qualche cosa di profondo. Diciamo che un’epoca è conclusa. Ora sulle macerie delle varie repubbliche non ci resta che rinascere come l’Araba Fenice mitologica. Stando attenti ai boiardi, naturalmente! image

 

L’ufficio

L’ufficio è un mondo  a parte, in cui riti e abitudini si radicano come edere su tenere betulle. Tutto scorre con la solita capacità, lentezza, due giri alla fotocopiatrice e poi al tuo posto.Non si può smuovere nulla, si è sempre fatto così e il contratto dice questo e quello. Preferirei quello, ma non posso, non mi è concesso. Però devo dire che il tempo trascorre osservando fogli da compilare a mano o sul pc, in buona alternanza. Tutto sommato va meglio di quando ero  una maestra con la penna rossa e il cuore tenero, non troppo abile  a fregarmene dei casi umani. Si sa ora le separazioni, le famiglie “scomposte” sono all’ordine del giorno, ma forse per ogni bambino non vale! L’altro giorno stavo compilando la mia richiesta di permessi e ferie e la altre persone si sono voltate a guardarmi: ero un disturbo. Allora ho rallentato. In fondo io uso un Mac a casa e negli uffici c’è Windows! In effetti dovrei fare attenzione, non sono dell’ambiente e conosco poco delle abitudini e dei riti, o delle gerarchie ( a parte il capo che  so chi è e so anche che mi stima). Non so se ne posso parlare, ma al momento mi trovo bene e quindi proseguo questo nuovo viaggio. Oggi ho infilato nel cassetto  due cestini in cui mettere graffette e post-it. Ecco basta poco per “addomesticare” un posto freddo.

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