Mese: marzo 2013

Buona Pasqua

Nonostante la pioggia, nonostante la crisi, nonostante il mio cattivo umore, nonostante le chiacchiere dei giornali, nonostante le aggressioni sempre più formalizzate alle donne, vedi Aldrovandi e pubblicità di uno straccio per la polvere, nonostante le stupidaggini, nonostante la vita un po’ così vi auguro  tanto amore e

 

Buona Pasqua e tanta serenità

Buona Pasqua arcobaleno

 

E se toccasse a tuo figlio?

Mense negate, bambini che mangiano panini in un’aula, padri e madri sconfitti, soldi che mancano, crisi. E se toccasse a tuo figlio un giorno ritrovarsi nell’aula a mangiare un panino perché la crisi ha rapito i tuoi sogni e il suo futuro? Trovo assurdo questo accanirsi contro i bambini che sanno già a sei anni che si sono i ricchi e i poveri e che non tutti possono avere un suv. C’è chi va  a piedi e chi ha al massimo la bicicletta del fratello maggiore, chi non può pagare nemmeno il biglietto del bus per la gita nei musei ( ma lì ci pensa l’insegnante, in silenzio ). Scene di  povertà ce ne sono sempre in una classe, dai vestiti ai fronzoli, ma la mensa no. I più schifiltiosi non mangiano nulla, tanto alle quattro c’è la pasta del bar vicino o il gelato o la pizza. Ci sono quelli che mangiano solo a scuola e alla sera una fetta di mortadella, un piatto in bianco o due  sottilette. E se toccasse a tuo figlio? Sindaco di Vigevano io non la aiuterei. Se pensa  a tutto ciò che si butta dalla mensa, la sua idea è aberrante. Si vergogni e dia da mangiare a tutti i bambini. E a chi fa il furbo gli mandi una multa, tanto nei paesi si sa tutto di tutti e si conoscono i nomi dei furbi. Si dia da fare in un’altra direzione.

Scarpe per cani e per gatti

Sono andata in edicola e lungo la strada ho incontrato una coppia con un cane di piccola taglia, bianco e nero che li seguiva. Osservando meglio la bestiola ho scoperto che aveva le scarpe. Quattro scarpine marrone su cui zampettava allegramente. Ho pensato alla stranezza, a una proprietaria maniaca del pulito e altre amenità. Poi a casa mi sono messa a cercare notizie, perché il mondo canino non lo sconosco molto bene e a volte ha logiche che mi sfuggono. I gatti, almeno i miei, non hanno bisogno di cure particolari.

Già pensavo che il cappottino dei cani fosse leggermente ridicolo, poi qualcuno mi ha detto che in inverno l’escursione termica fra la casa e l’esterno è troppa e le bestiole hanno bisogno di essere protette. Io, sbadatamente, pensavo che il pelo fosse sufficiente, ma non è così. Si internet ho trovato un mondo di novità, di cappottino, scarpine, vestitini e altri gagget per i cani, i gatti e  altri animali. Gli animali che sostituiscono affetti umani, a cui si regala tutto e di tutto. Visto il momento storico e il mio affetto per due felini, che ho dovuto lasciare, non mi stupisce tutto ciò. Ma rimane la domanda di fondo: gli animali sono contenti? I gatti che subiscono il bagno, o a cui tagliano le unghie, i cani che girano in cappotto e scarpe, la scimmietta con la sciarpa o il papagallino tenuto sempre sulla spalla, sono felici?

gatto con le scarpe
gatto con le scarpe

Le parole scompaiono, ma ne inventano delle nuove

Sto leggendo “Villa Metaphora“, di Andrea De Carlo. L’impresa mi sembra titanica, dopo aver letto “Il tempo è un bastardo” di Jannifer Egan. Tutti e due hanno la caratteristica di cambiare tipologia di scrittura in base al personaggio che si racconta o che viene raccontato e anche di inventare linguaggi nuovi.  Intrigante per chi, come me, ama scrivere, perché è necessario avere una grande padronanza della lingua e delle sue strutture pere evitare il gramelot.

La signora anziana avanza a passo sicuro, fra i banchetti e dice alla compagna di shopping:

“A voi ander là, a tur la ramina” “La ramina? Cos’è?” risponde la sua accompagnatrice. e segue una lunga spiegazione sull’utilizzo della schiumarola ( in italiano), cioè l’attrezzo che serve per togliere il cibo dai liquidi dopo la cottura.

E’ normale che la lingua evolva, che i termini si perdano con il tempo e che se ne generino altri più attuali, mi sembra più originale inventare lingue nuove, che a volte non si comprendono. Il libro di De Carlo è molto voluminoso, e spero mi soddisfi, non c’è niente di peggio che leggere 800 pagine e trovarti con un finale che non c’è!

La storia siamo noi

Mi collego al post precedente per sottolineare che la storia siamo noi, cioè la Storia passa attraverso le nostre vite e le nostre  azioni. Quindi anche la Mafia, che occupa lentamente tutto l’occupabile economico. Non ha importanza che la mafia sia raccontata in tante fiction come un romanzo d’appendice. Sono molto contenta invece che il presidente del Senato sia Pietro Grasso, giudice antimafia,  e la situazione prende la consistenza nella realtà e ci ricorda ogni giorno che la mafia c’è. Si può parlare anche attraverso le canzoni, ogni modo vale, basta non dimenticare,  e la Mannoia ne è una interprete unica.  Come ha fatto oggi alla manifestazione di Firenze contro le Mafie. Ecco il video della canzone di De Gregori cantata Fiorella Mannoia. Il top.

Se vai al mercato e non trovi più i banchetti

Dalle mie parti il mercato settimanale è al mercoledì. E’ un momento di socializzazione e scambio, anche politico e puoi incontrare il sindaco che passeggia con qualche assessore e il Comandante della Caserma. La merce è sempre quella: abiti cinesi, cianfrusaglie dal mondo, carciofi e patate gonfi e ridenti, piadine e pesce. Un mercato completo. Divertente a volte perdersi nei colori e nelle confezioni di abiti assurdi, dai colori improponibili e merce varia, anche fiori. Un momento molto più umano della spesa al supermercato, qui puoi chiacchierare con il venditore di arance che ti fa assaggiare un pezzetto di ananas in offerta. I cinesi sono molto discreti, ti osservano ma non intervengono per proporti una maglia di tre taglie più piccola della tua o la gonna da discoteca che va bene a tua nipote di 18 anni.

Sono andata e ho scoperto che i banchetti non c sono più. Rimangono quelli con gli ortaggi e la frutta e altri con abiti nostrani. Gli altri, quelli dove potevi perdere del tempo a cercare una spilla dai colori iridescenti che nessuno avrebbe comprato sono scomparsi. Il primo mercoledì ho pensato che fossero i cinesi che erano tornati al paese per festeggiare il loro capodanno. Ma non è così. Ieri mancavano una decina di banchetti , anche quello dei bottoni e altri. Il vuoto.  Tra l’altro non c’era nemmeno un banchetto che vende pesce fritto, ma dopo quello che è accaduto nel modenese, dove è scoppiata la bombola ed ha bruciato tutto, anche tre persone, non mi meraviglia.

Ma il vuoto dei cinesi, degli indiani, dei bengalesi mi ha preoccupato. Se anche gli extracomunitari  se ne vanno perché non c’è commercio, come siamo realmente messi in Italia? Dopo averci riempito le case di paccottiglia, se ne vanno a cercare altri mercati: polacchi, rumeni, slavi. Saremo noi a caricare la nostra merce e a tornare all’estero per sopravvivere, come cento cinquanta anni fa. Emigrati. Non tutti, però, potranno tornare con riconoscimenti e cariche importanti, come il nuovo Papa, che ha i genitori italiani.

E allora perché i politici non si mettono d’accordo e non fanno il governo? E non emettono leggi per tutelare l’economia italiana? Siamo così poco importanti?

Ma chi c’è al Parlamento?

Se un marziano dovesse atterrare in Italia per capire come funziona il nostro Parlamento rimarrebbe basito per la stranezza dei personaggi che occuperanno gli  scranni fra giorni. Un gruppo di destra, occupa provocatoriamente il Palazzo di Giustizia, simbolo del potere giudiziario, perché il suo capo è ricoverato in ospedale. Va beh e poi? E’ che dovrebbe comparire in alcuni processi a suo carico che si sono accumulati dopo le elezioni. E gli hanno mandato la visita fiscale, quella che mandano a tutti i lavoratori quando si ammalano. Ma il gruppo non vuole e il capo strepita in ospedale dicendo lui è una vittima. Però non va ai processi a dimostrarlo. Di lui si dice anche che non è eleggibile secondo una legge che nessuno, fino a oggi , ha mai utilizzato. Questo capo è lì al Parlamento da vent’anni!

Un altro gruppo, all’opposto, ma non si sa dove posizionarlo perché ci sono elettori di tutte le derivazioni, destra, centro, sinistra, extrasinistra, ultradestra dcc, si dedica al silenzio monastico collettivo con la stampa, perché il loro capo ha detto che così devono fare. Anzi non si capisce cosa devono fare, se non destabilizzare il sistema. Se si comportano in modo diverso il capo ha detto che si toglie dalla politica, ma poiché il proprietario del simbolo è lui, scioglie il Movimento. Perché, si dovrebbe spiegare al marziano è un movimento, un non-partito che ha un non-programma ed elegge i suoi rappresentante attraverso la rete ( qualcuno spiegherà poi cosa è la rete, può essere che il marziano sia telepatico).

Il terzo gruppo, che per pochissimo è arrivato primo, voleva smacchiare i giaguari, ma in Italia non ci sono giaguari, quindi è rimasto con un palmo di naso e adesso non sa che fare. Al suo interno c’è maretta perché come sempre si dice che se si presentava un altro vinceva tutto. In ogni caso il suo capo cerca di parlare con il non movimento, che tace e non si sa nemmeno se riesca a sentire le sue proposte. Il marziano che farà a questo punto? Capirà che democrazia non è facile, ma in questo caso è proprio senza speranza. Verrà poi a sapere i dettagli dei rapporti fra partiti e parlamentari negli anni precedenti, in cui la compravendita dei deputati e senatori avveniva in un luogo chiamato Bouvette e definita tramite banche estere. Ma questa è un’altra storia.

E noi restiamo con questa domanda : ma chi abbiamo eletto? Un popolo di marziani?

Intanto un gruppo di intellettuali sta proponendo un governo composto da personalità di alto profilo, non eletti, ma presi dal mondo civile. E le elezioni allora chiederà il Marziano? Mah!