La paura dei controlli.

Da giorni mi chiedo se ha senso parlarne in pubblico o no. Ma la paura mi sta corrodendo le speranze, i mille dubbi non mi abbandonano. Quando arrivo intorno all’area controlli vado in tilt, e mi vengono in mente racconti d’ospedale che credevo cancellati per fare posto alla speranza, al domani. Mi devo distrarre da questo pensiero che si concretizza in sbadataggine e superficialità nelle cose che faccio. Paura di dover ricominciare o peggio. Ogni controllo è un tormento, un’ansia che accresce. Forse dovrebbe essere il contrario, ma lui è subdolo, indomabile. Non dovrei avere pensieri negativi, dovrei essere positiva e guardare a cosa farò dopo, che non sarà bellissimo. Forse anche il pensiero del dopo, in tutti sensi mi fa paura, non so. Continuare a sorridere, a far finta di niente, per non spaventare chi mi sta vicino, per non trascinarli nel mio gorgo di paura.Una volta, prima, nell’altra vita, quando ero così stemperavo l’irritazione con lo shopping, ma ora non mi interessa più. Nemmeno il cibo che ho sempre apprezzato e cucinato con grande amore. Ora, per stemperare lo scarso risultato nel piati chiedo se ho impiattato bene, ridendo, alla Masterchef. Uno spinacio cotto con una mandorla sopra è meglio dello spinacio cotto e basta. Per fortuna c’è il sole che scalda. Ne ho bisogno.

6 pensieri su “La paura dei controlli.

  1. Cara Rita, è difficile immedesimarsi totalmente in qualcosa che non si è vissuto. Dire: ti capisco, sarebbe, quindi, forse fuori luogo. Ma dire che ti sono vicina, sì, questo va bene. Non ti so neppure dare consigli che servano a superare questa tua giustificatissima ansia. Non mi rimane che augurarti che l’esito dei controlli, come già è successo in passato, ti faccia tornare il sorriso. Anzi, ho proprio fiducia che è proprio questo, che accadrà.

    1. Per ora uno a zero, ho vinto io! Il prossimo round all’inizio di marzo. Incrociamo le dita. Sì è difficile pensare a una situazione simile. Non saprei nemmeno descriverla, o forse come certi artisti che passano sulla corda tesa fra due montagna a piedi scalzi. e se c’è troppo vento? Ciao e grazie Rita

  2. Ti ringrazio per aver avuto il coraggio di esprimere pubblicamente questo tuo ricorrente e infido ostacolo alla serenità.
    Rischiando di rendermi antipatico, nel ruolo di chi pontifica pur avendo la fortuna di non conoscere simili angustie, ti suggerisco di fare il pieno di sole, certo, ma anche di utilizzare tutta la volontà per cacciare i pensieri negativi e vivere appieno le occasioni di gioia, e infine, se e quando te la senti, di dedicare qualche parte del tuo tempo ad attività di volontariato, per aiutare a migliorare le condizioni degli altri o della nostra società.
    Sappi comunque di avere in me un amico vicino e che fa …un tifo da stadio per te!

  3. @grazie Franz, in effetti è faticoso questo controllare il fisico che, apparentemente sta benino. Mi consola il fatto che per ora è tutto ok e spero continui. Grazie per la tu a disponibilità. La prossima estate ti invito a prendere la cioccolata gelata dove ti pare, un abbraccio Riri52

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