La militarizzazione della società

Subdola e inquietante si instaura nella società l’accettazione delle armi e della violenza della guerra. Già il fatto che non ci siano soldi per la sanità, ma per gli aerei “F-35 Joint Fight Striker, aerei da combattimento creati da un consorzio di industrie capitanati dalla Lockheed Martin” i soldi ci sono e costano milioni sonanti, o anche navi da guerra, che non si capisce a cosa servano, visto che fino ad oggi noi abbiamo esportato la pace, come in Afghanistan, o no? Ora si scrivono libri sulle vicende dei nostri militari all’estero, si vincono premi come se si parlasse della vita di un disoccupato o si una ragazza madre. Anche gli abiti si stanno militarizzando fra lo stile militare appunto, anche per bambini di uno o due anni. I pantaloni mimetici hanno misure da gnomo della foresta fino al giocatore di basket, scarpe con le punte di metallo o  le borchie. Ma quello che colpisce sempre più è la facilità con cui le immagini delle guerre, (in Siria per esempio stanno sterminando i bambini),passano per tv e per la rete. Sì, tutti si scandalizzano, ma passano, abituandoci alla rovina della guerra. Che cosa si sta preparando ? Una guerra fra l’Europa e Siria? Anche per i film si vedono morti, armi, distruzioni e sangue, tanto sangue che nasce dalla violenza di sopraffazione. Mi chiedo come stanno vivendo i piccolissimi: con il pensiero della pace o della guerra?

P.S. volevo mettere l’ immagine di un bambino con le armi ma non ce la faccio: sono due concetti diametralmente opposti e non possono stare insieme.

 

8 pensieri su “La militarizzazione della società

  1. Il mondo occidentale ha la memoria atrocemente corta: ormai nessuno è più in grado di ricordare direttamente gli orrori della guerra, i pochi reduci sono vecchi e stanchi. stanchi soprattutto di essere trattati con degnazione e supponenza quando si abbandonano ai loro ricordi.

    E’ altrettanto vero, però e purtroppo, che chi non ricorda la storia è condannato a ripeterla. E la storia da molti è considerata una disciplina arida e noiosa piena di date e fatti apparentemente indecifrabili. Peggio per loro, ma alla fine peggio per tutti.

    Buona vita anche e soprattutto in questi giorni, carissima Rita.

  2. Purtroppo siamo talmente abituati a vedere guerre e violenze che forse non ci fanno più effetto. Lo trovo triste tutto questo ma destinato a peggiorare.

    Un abbraccio

  3. la guerra, la prevaricazione, il dominio… sono stimoli che non abbandoneranno mai gli uomini, ha ragione Luca a parlar di storia dimenticata, è tale anche la geofrafia, come ho già detto più volte, i confini delle nazioni sono stati tracciati dalle guerre

    fa specie dirlo ma i bambini sono sempre andati d’accordo con i giochi di militari, dai soldatini dei secoli andati agli attuali giochi elettronici, evidentemente è una questione cromosomica

    bisogna anche dire che rispetto al passato c’è una riduzione delle attività belliche ma anche un aumento degli investimenti (fortunatamente non si mandano più milioni di reclute al macello), semplicemente oggi ci viene documentata. Non sono ottimista su questo argomento, credo che l’umanità sarà costretta a convivere con le guerre per molto tempo ancora, purtroppo.

    TADS

    1. @TADS è proprio la mia idea: si uccide l’idea di pace anche attraverso i giocattoli e le magliette e i giochi elettronici e i film palp. Non credo sia una questione cromosomica, non per tutti penso, ma di ambiente dove si vive e la nostra società è così: sguazza nel sangue e nella violenza, lucra sui sentimenti peggiori della gente ( la storia della Lega è stata esemplare, e dalle loro parti si fabbricano armi) e fa divntare di moda la tuta mimetica e la ferrari mimetica di Lapo Agnelli, così, per dire, si potrebbe fare una ricerca e vedere se non è pubblicità subliminale alle attività della Fit, non tutta auto e pullman. Ciao e grazie della visita. Riri52

  4. Proprio qualche giorno fa al centro commerciale vicino a casa mia, all’esterno del negozio di ferramenta e casalinghi, ho visto un aitante soldato in abbigliamento mimetico completo di alti scarponi militari. Mi son chiesta se fosse scoppiata la guerra e il centro commerciale fosse presidiato dai soldati della vicina caserma.
    Una seconda occhiata mi ha rivelato che si trattava di un manichino. Mi sono chiesta cosa c’entrino le tute mimetiche con rubinetti. tubi, bulloni, chiavi inglesi della ferramenta, e piatti, tegami, tazzine, moka del reparto casalinghi. Ho però riflettuto che se l’attento gestore dell’esercizio ha deciso di metterlo in commercio, vuol dire che è un articolo che vende. Chi saranno mai gli acquirenti?
    Vorrei conoscerli, ma soprattutto proporre al nostro governo di ripristinare per costoro la leva obbligatoria, a loro spese però, che se vogliono giocare mica possono farlo a spese della collettività.

  5. @Mirella le tue conclusioni sono sempre uno spettacolo di ironia! Mi associo, tutti nei campi militari a pagamento, ma dove c’è l’orso e qualche altro animale sgradevole oltre a una sosta di qualche giorno in isolamento ( non c’è campo, non c’è campo!) senza scorte di cibo e la maglietta firmata come unico abito. Al ritorno avremmo una generazione sublime e molto, molto pacifica! Ciao Riri52

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