Decrescita

In questo periodo sto smaltendo una vita di carta, libri, e altri oggetti che fanno parte della casa da anni. Pensavo di poter regalare o donare molte cose, ma nella realtà non è possibile per due motivi: primo le cantine e le case di tutti sono strapiene di ogni cosa e a meno che non sia uno specifico oggetto non serve a nessuno, secondo sono oggetti senza storia, quotidiani che non ti raccontano una vita, ma al massimo una visita all’Ikea! Senza pensare di buttare direttamente nel bidone della spazzatura tutto quanto , in ogni caso è necessario scegliere cosa poter dare anche in beneficenza ( mi rimane come ultima possibilità il dormitorio pubblico, dove so che ci sono attività di donazione e vendita). Perciò prima di poter accedere alla fase di decrescita, di acquisti necessari e non superflui devo passare attraverso allo smaltimento dei rifiuti. Mi domando come farà tutta l’umanità a passare dal consumismo sfrenato alla decrescita consapevole, e quante montagne di rifiuti si formeranno. In Cina, dove riciclano i rifiuti nostri, specialmente plastica e elettronica hanno un tasso di inquinamento altissimo. L’ultima notizia è che gli abiti di alcune grif famose sono inquinati da veleni tossici e cancerogeni, come i giocattoli di plastica sequestrati l’altro giorno. Per decresce veramente quindi spendere poco e solo per il necessario. Ne passerà del tempo prima di tornare alla vita semplice!!

 

4 pensieri su “Decrescita

  1. Invece di andare avanti torniamo indietro come i gamberi. È questo il progresso?
    Dalle mie parti le cose usate, anche elettrodomestici funzionanti, finestre, ecc. vengono date ad una famiglia di senegalesi che predispone container da inviare nel paese d’origine.

    Buona giornata!

    1. Anche qui c’è qualche associazione, ma alla fine bisogna anche buttare. Così uno si rende conto di quello che non gli serviva nemmeno prima! Ciao Riri52

  2. “Decrescita” è una parola che ormai mi affascina e mi ossessiona.
    Quasi come “lotta di classe” mi faceva scattare sull’attenti 35 anni fa.
    Senza entrare nel merito della misera fine che hanno fatto gli ideali paramarxisti in auge nel ’77, la decrescita è prima di tutto un concetto filosofico-esistenziale globale dal quale discendono a pioggia una miriade di agiti e di operazioni pragmatiche. Ha a che fare con un sostanziale riavvicinamento allo “stato di natura”, con un rifiuto dei ritmi feroci e nevrotici che spesso ci vengono imposti (o, peggio, ci auto-imponiamo convinti che non esistano altenative), con un assoluto fastidio a vedersi degradati da cittadini a sudditi, da esseri umani a produttori-consumatori (tsè, come vi permettete, manigoldi?).

    E’ una scelta cui sempre più persone in giro per il mondo si avvicinano e che, anche attraverso il web, può diventare un’allegra gioiosa epidemia. E prima o poi, io lo spero, riguarderà l’intera umanità, pena una crisi irreversibile e letale di un intero sistema malato e patologico di illusorio sviluppo.

  3. Luca, ma se prima dobbiamo buttare il superfluo ci riempiamo, prima di rimanere all’essenziale! In ogni caso la crisi sistemica è già in atto. Sono diminuite le entrate in autostrada, i consumi anche di alimentari dcc. Ciao Riri52

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