La militarizzazione della società

Subdola e inquietante si instaura nella società l’accettazione delle armi e della violenza della guerra. Già il fatto che non ci siano soldi per la sanità, ma per gli aerei “F-35 Joint Fight Striker, aerei da combattimento creati da un consorzio di industrie capitanati dalla Lockheed Martin” i soldi ci sono e costano milioni sonanti, o anche navi da guerra, che non si capisce a cosa servano, visto che fino ad oggi noi abbiamo esportato la pace, come in Afghanistan, o no? Ora si scrivono libri sulle vicende dei nostri militari all’estero, si vincono premi come se si parlasse della vita di un disoccupato o si una ragazza madre. Anche gli abiti si stanno militarizzando fra lo stile militare appunto, anche per bambini di uno o due anni. I pantaloni mimetici hanno misure da gnomo della foresta fino al giocatore di basket, scarpe con le punte di metallo o  le borchie. Ma quello che colpisce sempre più è la facilità con cui le immagini delle guerre, (in Siria per esempio stanno sterminando i bambini),passano per tv e per la rete. Sì, tutti si scandalizzano, ma passano, abituandoci alla rovina della guerra. Che cosa si sta preparando ? Una guerra fra l’Europa e Siria? Anche per i film si vedono morti, armi, distruzioni e sangue, tanto sangue che nasce dalla violenza di sopraffazione. Mi chiedo come stanno vivendo i piccolissimi: con il pensiero della pace o della guerra?

P.S. volevo mettere l’ immagine di un bambino con le armi ma non ce la faccio: sono due concetti diametralmente opposti e non possono stare insieme.

 

Gli uomini non cambiano Mia Martini ( giornata mondiale per la lotta alla violenza contro le donne)

Sono stata anch’io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un’altra vita.
La pazienza delle donne incomincia a quell’età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te.
Piansi anch’io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po’ più dura
Che se l’uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura.
Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c’è
Sono quelli innamorati come te

Decrescita

In questo periodo sto smaltendo una vita di carta, libri, e altri oggetti che fanno parte della casa da anni. Pensavo di poter regalare o donare molte cose, ma nella realtà non è possibile per due motivi: primo le cantine e le case di tutti sono strapiene di ogni cosa e a meno che non sia uno specifico oggetto non serve a nessuno, secondo sono oggetti senza storia, quotidiani che non ti raccontano una vita, ma al massimo una visita all’Ikea! Senza pensare di buttare direttamente nel bidone della spazzatura tutto quanto , in ogni caso è necessario scegliere cosa poter dare anche in beneficenza ( mi rimane come ultima possibilità il dormitorio pubblico, dove so che ci sono attività di donazione e vendita). Perciò prima di poter accedere alla fase di decrescita, di acquisti necessari e non superflui devo passare attraverso allo smaltimento dei rifiuti. Mi domando come farà tutta l’umanità a passare dal consumismo sfrenato alla decrescita consapevole, e quante montagne di rifiuti si formeranno. In Cina, dove riciclano i rifiuti nostri, specialmente plastica e elettronica hanno un tasso di inquinamento altissimo. L’ultima notizia è che gli abiti di alcune grif famose sono inquinati da veleni tossici e cancerogeni, come i giocattoli di plastica sequestrati l’altro giorno. Per decresce veramente quindi spendere poco e solo per il necessario. Ne passerà del tempo prima di tornare alla vita semplice!!

 

sabato e domenica, il week end

Il sabato e la domenica, adesso che sono a casa mi sembrano giornate come le altre, non modifico di molto il mio fare, o non fare, ma dedico tempo alle mie passioni, agli amici, agli hobby. Non sento la festa, i giorni d riposo, il tempo fermato per riprendere energie e ricominciare a correre, lavorare ecc. Ma adesso che è tutto aperto, sempre, alla moda degli americani e dei commercianti mondiali penso che anche le altre persone non avvertano più la differenza. Perché aprire i negozi anche alla domenica e non le pasticcerie o le trattorie, ma i supermercati? Molta gente afferma che è più comodo. Può essere. ma forse forse è solo un modo per impiegare il tempo in una attività conosciuta che non corra il rischio di mettere in crisi le abitudini. Voglio dire che ormai si vive inscatolati dentro stereotipi e autostrade, supermercati e fiere, spiagge e montagne, salotti in finta pelle anonimi, dove non puoi piantare chiodi perché crollerebbe il sottile muro di cartongesso . Programmi televisivi fotocopia e di calcio  ogni sera in modo che nessuno si scolli dalla casa, dal tv, dall’immobilità. Questo è il bromuro sociale, il modo per tenere calmi tutti, per dire “Vedi poi alla fine la tv c’è, l’autostrada pure che vuoi? I soldi?” Mi fanno tristezza le famigliole che trascorrono i pomeriggi delle feste dentro i centri commerciali, un hamburger, due vetrine, la spesa e via  a casa. A giocare a play station O nintendo, a simulare passeggiate, corse, giochi di abilità che si possono fare all’aperto. Ma se a loro va bene, io chi sono per metterlo in dubbio? Buon w.e. e buona spesa!

Scrittori, lettori e librerie

In questo periodo conosco almeno tre scrittori che sono in giro per presentare il libro pubblicato. Anche sei se conto tre che non frequento abitualmente. Mi chiedo se tutte le persone che presenzieranno in libreria acquisteranno il libro. Mi auguro di sì, perché scrivere un libro è una grande fatica che va premiata. Ammirevole la costanza che ci vuole per mettere la parola fine all’effluvio si parole che escono dalla penna appena ci si siede , o si scrive al pc. Detto questo, visto che anche io appartengo al gruppo degli “scrittori” mi chiedo se vale la pena faticare tanto e poi trovare il libro già accantonato dopo due mesi. Ho letto con attenzione questo Post  di un libraio che parla della stategia di mercato della Mondadori per vendere libri. E spingere alla produzione di e-book, che costano molto meno e richiedono molto meno magazzino. Ciò che emerge è la difficoltà a distinguere la qualità le varie opere pubblicate, e come penso io, alla difficoltà a pensare chi resterà nella storia della letteratura fra tanti, tantissimi. Io no di sicuro, non possiedo le competenze necessarie né un giro di amici scrittori così ampio da potermi affermare. Tralascio la diatriba secolare fra l’auto pubblicazione e la pubblicazione da casa editrice. Io credo che uno debba pubblicare dove gli pare e meglio ancora dove riesce e non è detto che il libro di una casa editrice sia meglio di uno on-demain.

E’ con questi pensieri che mi pongo davanti al quaderno ( io prima scrivo in nero  a mano su quadernoni scolastici a quadretti possibilmente della serie Natura, marca Pigna) e metto mano al mio ultimo romanzo per inserire un personaggio nuovo. Vorrà dire che lo farò leggere solo agli intimi!

Alcuni scrittori in presentazione sono:

Milvia Comastri con Colazione con i City Remblas   Il 17 a Monza

Serenella Gatti Linares con Era ed è ancora il 17 ore 17,30 Armonie Bologna

Fabio Cicolani con la Trilogia di Omnia dove non lo so, reduce dal Festival di Lucca

Se capita andate, loro sono persone gradevoli, simpatiche e a loro modo originali.

Per i libri da buttare invece qui, le interessanti riflessioni di un libraio di libri usati.

 

 

Le cirque du soleil a Milano

Se avete la possibilità e non avete mai visto  Le cinque du solei andate a vederlo a Milano, dal 14 novembre. Uno spettacolo strepitoso, pieno di energia, forza, equilibrio, colori e buona musica. Si intitola Alegria ma non si pensi a una barzelletta, nzi. Per avvertire tutto il fascino dell’arte circense senza animali è necessario vederlo dal vivo e perdersi dentro i volteggi, le comiche  e la musica. Un pomeriggio molto intenso. Sano per la vita e i pensieri.

tickets.aspx   ( il sito con le date e a destra un trailer)

Piccole perle rosse ( poesia)

Piccole perle rosse

La goccia di pioggia
Si riflette nella conca d’acqua
Ai piedi del platano
Si allarga, goccia a goccia
si estende fra le possenti radici.
Un piccolo uccello
Beve Il capo umido
Le piume lucenti
Scuote le ali
E ritorna fra i rami
Ormai Sguarniti di foglie.
Piccole perle rosse
Lo attendono.

Renzi non è Obama…ma nemmeno Grillo

Ha vinto Obama, sono contenta, meglio lui  che conosciamo già, di uno sconosciuto che ama le armi e tante mogli ( I Mormoni, che poi anche al loro interno hanno una bella confusione, secondo Wikipedia, che non è la Bibbia!) Sono contenta anche per l’Europa, che in un momento così difficile ha bisogno di stabilità almeno nei referenti. Tranne qualche politico troppo ingombrante che è stato messo da parte da un annetto, come passa il tempo. Oggi ho incontrato al mercato un sostenitore di Renzi che raccoglieva le adesioni alle primarie ( a me non ha chiesto niente, perché sa che sono “un cane sciolto”) Si parlava di Obama e poi di Renzi e io ho detto che Renzi non è Obama per due motivi: non ha il testosterone di Obama e qui ci facciamo poco, e parla solo di alcune cose che ripete spesso. Altro non so. Il mio amico mi ha detto che avessimo un Obama anche noi sarebbe diverso. Forse, sarebbe auspicabile e desiderabile.  Ma ci vuole il nuovo vero. E due battute su Grillo, tanto amato da molti, ma che se avanza così ne  perde anche lui. Tutti  i politici usano i mezzi di comunicazione dietro il disegno e la prospettiva di guru dell’immagine e , appunto, della comunicazione. Grillo lo fa ancora meglio di altri. Bisogna fare i complimenti al suo guru. Quanto ha “insultato” la sua consigliera comunale con la storia del punto G è riuscito a far parlare tutti di lui. Goal! Adesso lancia il decalogo del grillino o non so come si chiami. Ebbene tutti a parlare di ciò. Parlasse di programmi veri tipo : come facciamo con i rifiuti che ci stanno coprendo a mezza manica se chiudiamo, come è giusto, tutti gli inceneritori? Ha fatto qualche campagna contro l’eccessiva produzione di incarti, rifiuti ecc? Ha spiegato come fare per evitare che il territorio venga ingoiato dal cemento e dall’asfalto, senza scaricare tutto sulle spalle del povero grillino desideroso di contare, ma che non conosce nulla, proprio nulla, delle fasi di elaborazione di tali piani stradali a livello europeo? Basterà la buona volontà a far funzionare tutto e a cambiare? In ogni caso applausi al suo guru e a lui che , spero, si diverta molto. Anche Berlusconi iniziò ne 1994 lanciando un prodotto ( il suo partito); il  guaio è che è caduto sulle nostre teste e ci ha tramortiti! Siamo ancora spaesati!

Non conosco il significato delle canzone ma il titolo mi sembra adatto, i musicisti sono ottimi, quindi godiamoceli.

 

 

Oggi sole, colori splendenti delle foglie d’autunno.

Resto qui, spaparazzata sul divano, navigando fra youtube e i quotidiani, che da qualche giorno faccio a meno di acquistare, anche se avrei bisogno di carta per incartare i vetri e i piatti. Dovrei continuare con questa opera di destrutturazione del mio passato, ma non ne ho voglia. La giornata è bellissima, fuori le foglie sono coloratissime, la stagione è indietro di un mese, quindi dovremo aspettare  la fine di novembre per il crollo generale. Vedere la vita da un altro punto di vista, dal tempo libero a quello impegnato nel lavoro fa una bella differenza. E’ proprio diversa la sostanza, il trascorrere del tempo ha una funzione diversa, lenta, al passo con i miei pensieri e il mio agire. Potendolo fare, naturalmente. Non mi manca il lavoro, in effetti, non provo nostalgia della fretta e dell’ansia da prestazione che tanto spesso prende quando il capo guarda e osserva.

Mi godo questo novembre solatio ( oggi, domani non so) e apprezzo musica che non conoscevo. Ho scelto Malika Ayane perché mi piace molto la sua voce e la canzone cha pubblicato è allegra e simpatica.

Gli uomini di Gianna Nannini

Ieri c’era una manifestazione dell’esercito in Piazza Maggiore, scoperta per caso. Vera dimostrazione di forza e di maschilità fra scale antincendio, tende mimetiche, mezzi meccanici tipo cannoni. E in mezzo a questo ho visto un uomo in divisa ed hi, per la prima volta capito il senso della frase ” avere il fascino della divisa” Un uomo che era un tutt’uno con la sua divisa color kaki di panno piena di mostrine e con tanto di cappello. Un vero uomo in divisa , e per la prima volta ho ammirato un uomo in divisa miliare.  Bello, affascinante, poi semmai è solo quello, però l’occhio vuole la sua parte. Lui si è accorto che lo guardavo e mi ha sorriso, avrà pensato alla nonna ammirata! Dietro è passato un altro in divisa, ma non aveva alcun fascino, era solo un  militare e  forse non avrà mai  partecipato alle tanto decantate missioni di “pace”. Dentro una divisa c’è un uomo ed è lui che imbraccia il fucile o la pistola o guida il carro armato. Non li ammiro e sinceramente non li capisco, né mi spiego come facciano a dormire quando sono reduci dalle missioni di “pace”. Nè so capacitarmi di come possano abbracciare i loro figli dopo aver partecipato alle feroci battaglie nei paesi lontani. Vale anche per le donne che scelgono questo lavoro. Mi inquietano queste domande, ma così è. La vera pace nel mondo non si farà mai fino a che ci sarà qualcuno disposto a usare un fucile contro altri esseri viventi.

A loro dedico una canzone di Gianna Nannini I maschi , sperando che tornino sui loro passi e che il bel militare domani posi la divisa stanco delle armi. Non sarà, purtroppo.