Dopo avere visto Report

Dopo aver visto Report e la faccia di bronzo di tutti coloro che sono a vario titolo indagati  e siedono in Parlamento mi chiedo chi potrà mai varare leggi a loro danno. Mai. Nè leggi elettorali, né leggi contro la corruzione.  E a noi cittadini basta leggere o vedere tutto ciò, indignarci , firmare petizioni, ma mai scendere fino davanti al Parlamento a muso duro. Siamo mansueti e pacifici come agnellini a Pasqua, a noi basta l’IPhon5 e siamo felici, il calcio, i reality e poco altro. Parlo in generale, naturalmente le sacche di resistenza ci sono ma appaiono come gli ultimi indiani della riserva. La cosa che più mi fa pensare è che molti di coloro che dovrebbero indignarsi sono  quelli che  negli anni 70 hanno occupato, lottato, combattuto per quella fantasia al potere che non avremo mai. Siamo tenuti in scacco matto dalla crisi, dai problemi economici e dagli scandali. Meglio parlare dei parlamentari e vari che hanno mangiato a tre palmenti che  scendere con i forconi. Forconi che forse faremmo bene a tenere stretti per quando si dovrà tornare a lavorare la terra per far nascere quel cibo che non farà più così facile reperire, a causa della crisi.

A  forza di ascoltare notizie di questo tipo mi sto spaventando. Potrei radere al suolo le piante del mio giardino e fare un orto con tanto di frumento, davanti, al posto dell’erba che non cresce, perché risparmio l’acqua. Che pirla che sono!

9 pensieri su “Dopo avere visto Report

    1. @Kylie ero incerta se vederlo o no, perché anche a me capita di incavolarmi e dopo di essere colpita da un grande senso di impotenza. Ciao e grazie Riri52

  1. Mi limito a citare un breve significativo brandello di un lungo monologo di Giorgio Gaber che linko per chi vuole gustarselo tutto (http://www.giorgiogaber.net/dettaglio.asp?id_articolo=1294&id_categoria=Discografia).

    “Gliene abbiamo messa di paura al tempo degli Unni.
    Ora Attila è consigliere regionale… gli Unni sono un po’ sfasciati, è normale dopo i periodi di splendore, dopo le vittorie si sa, come l’impero romano. Ti metti a suonare la chitarra ed è la fine.”

  2. @Luca Giorgio Gaber aveva capito molte cose prima di noi e ora molte sue canzoni sono attualissime, come altri, ma lui meglio. Hai fatto caso che coloro che raccontano un’Italia diversa da quella che ci vogliono far vedere primo o poi spariscono? Ciao e grazie Riri52

    1. Per chi ha vissuto il periodo 1968-1978 (io unificherei questo decennio piuttosto che distinguere fra un ’68 gioioso e fecondo e un ’77 incattivito e plumbeo, credo si sia trattato di una evoluzione storica coerente, partita da una magica utopia e arenatasi nelle secche della realtà, come Charlton Heston che inveisce davanti alla Statua della Libertà nella scena finale del Pianeta delle Scimmie) dove, in un sostanziale dominio semitirannico della DC nonostante tutto le voci fuori dal coro erano tante e si potevano esprimere, questi anni di apparente libertà (la “libertà obbligatoria” titolo di uno spettacolo di Gaber del 1976, “Ma come? Con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di cambiare?”) lasciano un senso di stucchevole omologazione. Si arriverà a votare da casa col telecomando o a cacciare i politici corrotti mettendoli in nomination?

      Io, dal mio canto, a mio rischio e pericolo, mi sto scontrando da quasi 12 anni col Terzo Millennio, per ora vince lui ma la partita non è finita.

      Baci.

      1. @Luca spero che il millennio la smetta di scontrarsi con te ! Peò ora mi sembra che l’omologazione sia totale, purtroppo.

      2. Il Terzo Millennio è ottuso e spietato, quindi non la smetterà finché non mi avrà annientato. Probabilmente morirò prima che ci riesca.

  3. Andando contro alla mia a volte disperata ricerca dei semi positivi di cambiamento, devo darti ragione. In Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, USA, si stanno verificando reazioni significative, per non dire di massa, contro l’ingiustizia istituzionalizzata, mentre qui da noi sembriamo in uno stato che chiamerei di trance depressa, tanto che il “curatore fallimentare” Monti ha buon gioco a cantare all’estero la capacità di sacrificio degli italiani. Speriamo che il contagio arrivi presto anche da noi, e suoni finalmente la sveglia!

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