Viaggio nel tempo che fu, ma non è ancora

Nei cassetti della memoria  sono nascosti file di ricordi, confusi, dispersi. Per fortuna internet aiuta a rimettere insieme almeno quelli musicali. Gli altri, quelli personali rimangono  avvolti in un lunghissimo gomitolo sempre più ingarbugliato, dove forse, è meglio non entrare!

“Per fare un uomo” è anche una riflessione che in questi giorni sto facendo che molte persone sui giovani, questi sconosciuti, per molti aspetti, lontani mille anni dalla nostra concezione di vita. La vita precaria che sono costretti a fare, la carenza di denaro che tarpa sogni e speranza è lontana dalla nostra vita negli anni del boom e dopo, quando andavamo a contestare per avere la fantasia al potere. Ora c’è la fantasia al potere ed è quella di inventarsi un lavoro.  Buona domenica a tutti, nella speranza che migliori.

8 pensieri su “Viaggio nel tempo che fu, ma non è ancora

  1. Per fare un uomo delle volte vent’anni sono perfino troppi, in altri casi non ne basterebbero neppure 200. Una volta che si è nati si continua il viaggio anche se a volte si avrebbe una gran voglia di scendere. Comunque vincolati alle contingenze geografiche (e lì al limite puoi sempre emigrare) e storiche (e lì, come il Taracchi di un antico Studio 1, ti attacchi e non c’è macchina del tempo che tenga).

    Nella fase discendente della nostra vita di giovani anziani contempliamo con rammarico i giovanissimi per i quali avremmo voluto, e tuttora vorremmo fare cose emblematiche ed esemplari, che non sempre capiscono e non sempre apprezzano e a volte seguono più volentieri educatori fatui e civettuoli.

    Ti si legge sempre con immenso piacere.

      1. Non confondiamo i tarocchi con il personaggio di “Taracchi, o tu ti attacchi” interpretato da Raimondo Vianello in una delle ultime edizioni di Studio Uno, il programma di intrattenimento più fine e intelligente che la Rai abbia mai potuto concepire (ma parliamo di 43-44-45 anni fa), “par piasèr”.

  2. @Luca allora che si fa? Ci si gode la nostra dorata età “matura”? Faccio fatica purtroppo ad adeguami a questa situazione di “old women” quando sento che avrei un mondo di progetti e ideali da trasmettere da trasmettere! E loro non capiscono, forse nemmeno noi capivamo allora, ma la progettualità era o appariva infinita. Ciao Un abbraccio Riri52

    1. Cosa si fa, rituale Rita, zigzagante Ritazaghi, lovely Rita meter maid che fa salse che a me sembrano cocktails e magari cocktails che mi sembrerebbero salse? Direbbe il mio maestro Gregory Bateson che a volte il massimo che si può fare è organizzare un set di emozioni adeguate agli eventi. Che è già qualcosa.

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