Virare nel personale

Dopo alcune riflessioni concordo con Luca ( blog da leggere) e mi trovo a dover dare una nuova direzione al blog , lasciando le mie esternazione di politica, perché non capisco più nulla, se non che nessuno sta facendo niente di realmente utile per la nazione e l’economia, e i nuovi sono ancora da mettere a fuoco, fra un Renzi che mi pare l’incrocio fra Casini e Rutelli ( tutti e tre sono di area cattolica) e il M5S che sembra il nuovo, ma non convince.

Sarà una virata virtuale, quella che una volta si chiamava ritorno al privato.

Cominci con alcune riflessioni raccolte nel tempo che ho definito “Filosofia a 7,8,9 anni”

Sei carina, maestra

-Sai maestra che sei proprio carina-il sorriso illumina la bocca sdentata del piccolo

-Grazie, anche tu sei carino- carezza sulla testa

-Lo sai che mi piace il tuo vestito?- E’ lo stesso di ieri, si vede che non se ne è accorto

– Lo sai che hai dei bei capelli?- continua sorridente

-Grazie, sei molto gentile oggi- di solito non mi degna di uno sguardo

– Lo sai che sei  brava, maestra?- gli occhioni si sgranano, sorride di più, prende il quaderno, lo mette sotto i miei occhi e conclude:

-Adesso mi dai bravo???- altro sorriso

2 pensieri su “Virare nel personale

  1. E’ proprio quando sembra di non capire più nulla che, a volte, sbucano fuori insospettabili verità.

    E, correlativamente, è proprio quando la crisi valoriale, economica. socioculturale, politica minaccia la qualità della vita e la sicurezza di tutti che non ci si può chiamare fuori e ritirarsi nel privato.

    Il privato è politico, recitava uno slogan dei colorati ed impegnati anni ’70, che purtroppo per loro vengono definiti “di piombo” per l’operato sconsiderato e delirante di una esigua quasi insignificante ma rumorosissima minoranza di estremisti.

    Teniamo duro e continuiamo tutti a dare il nostro piccolo contributo, magari non sempre ma almeno ogni tanto sì.

  2. @Luca negli anni ’80 ci siamo tutti ritirati nel privato. E lo dico sapendo di raccontare storie vere in una lotta molto forte fra il sociale abbandonato o accantonato e l’etica che dal sociale non poteva esimersi. Non possiamo ora restare legati a una politica di vita legata agli anni 70/80. Ora la lotta per la vita è diversa, all’ultimo euro. e E purtroppo il privato, seppure politico non interessa a nessuno perché si confonde con la massa di quelli che io ho definito “lavoratori in fase di cinesizzazione”. Tra allora e oggi c’è una differenza sostanziale: allora c’era speranza per il futuro, oggi poco.
    Continuo a lottare anche per chi, giovane, non ha idea di quanto sia duro “non esserci” . Proprio questa mattina parlavo di questi problemi che se da una parte ci sembrano semplici , dall’altra sono molto complessi, perché quello che ti sembra logico per altri non c’è Ciao da una ex sessantottina ex femminista e ora non so…

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