Al titolo ci penso dopo

E’ tempo di tornare seri, fin troppo. Il tempo e il clima ci pongono di fronte alla vera vita. E a ben guardare è proprio un disastro. Tutti blaterano e intanto non si fa nulla, ma proprio nulla per migliorare la situazione di crisi in cui siamo. Si ascoltano parole in libertà e tutto e il contrario di tutto. Anche il M5S, che doveva essere il fiore all’occhiello della nuova spinta alla democrazia dimostra crepe e disaccordi che nuocciono al movimento e agli elettori. Nel blog di Franz si parla ampliamento  e della crisi economica e del movimento di Grillo. Leggendo anche i link  indicati si  percepisce che c’è una lotta al potere a cui noi possiamo solo assistere  e fare dimostrazioni, ma poco, credo , cambia.

E sul piano economico e sul piano politico siamo indifesi, perché ormai nessuno dei politici al parlamento pare intenzionato a cambiare veramente. Si vive di parole senza fondo e di schieramenti  ondivaghi, alla ricerca del mezzo migliore per rimanere sulla poltrona. Nel caso di Grillo, che alla poltrona non arriverà, c’è credo una grossa lotta  per stabilire chi è il capo. E il capo c’è presente e molto incisivo. Ho partecipato al primo Vday ed ero convinta che fosse una buona possibilità di cambiare le cose. Ora non più. Credo che anche per fare politica è necessario conoscere il sistema,  per trovare il modo di modificarlo.  Vedremo, siamo in attesa della caduta delle foglie e della approvazione di una legge elettorale dignitosa e di fatti, non solo parole.

la canzone non c’entra nulla

8 pensieri su “Al titolo ci penso dopo

  1. Sulla situazione politica andrebbero dette parecchie cose. Io ultimamente ho fatto virare il mio blog (dapprima inconsapevolmente, poi in modo sempre più voluto) verso una dimensione creativa piuttosto che didascalica.
    Utilizzando la preziosa distinzione del mio amico Franz fra l’intimista e il sociale, oggi sono quasi tutto sull’intimista e quasi niente sul sociale, anche se non parlo direttamente ed esplicitamente di me stesso.

    Sulla politica avverto oramai una pericolosa e sgradevole saturazione: lascio passare questo momento di crisi e spero che mi passi, però, perché di qui a poco più di 6 mesi (sempre che sia scongiurato, come sembra, il pericolo di elezioni anticipate) l’elettorato si vedrà passare di nuovo la palla, dopo che c’è stato un discreto, garbato, quasi bonario commissariamento dell’Italia da parte della BCE, e per allora chi tiene un blog non può starsene confinato a scribacchiare di Eufemio in Paradiso o della Parma che non è più in secca.

    Ricordo un bel libro del sociologo Sabino Acquaviva del 1974, “Una scommessa sul futuro” che era fra i testi dell’esame di Psicologia Sociale. Ma era un libro di una gradevolezza e linearità che te lo potevi comprare per leggerlo con una birra doppio malto davanti e del prog-rock in sottofondo.

    In qualche modo, era la risposta ottimista al ben più noto volume “Il medioevo prossimo venturo” del futurologo Roberto Vacca, che aveva il pregio di andare molto di più in televisione e di essere romano e non padovano (quindi etnicamente in simbiosi con la RAI).

    Ecco, votare il MoVimento 5 Stelle e credere nella sua evoluzione da agglomerato di brillanti eversori in sistema organico atto al governo è una utile ed opportuna scommessa sul futuro.

    Perché in questo momento, nessun partito tradizionale garantisce un rinnovamento della classe dirigente e un’uscita dalla logica perversa della marcescente Seconda Repubblica che si è rivelata peggiore dei mali che avrebbe dovuto sanare (ridateci il monocolore DC che votò delle leggi che abolirono i manicomi e le classi differenziali, a volte verrebbe da dire) se non il MoVimento 5 Stelle.

    Bisogna avere il coraggio di investire coerentemente sull’unica prospettiva di cambiamento, guardando con comprensione e solidarietà a quella che è una complessa e dolorosa crisi di crescita.

    Un abbraccio.

  2. @Luca come avrai capito anche io avverto questa distanza dai discorsi della politica, e non so bene come virare, se con i miei racconti mai pubblicati o con quattro chiacchiere libere. Ma il problema del futuro rimane perché per me il M5S rappresenta una svolta, ma qui dove abito io io non ha fatto nulla. Io abito a 3 km da un inceneritore e lo hanno allargato, aggiungono altre cime, hanno costruito una strada diretta in un mese con tanto di rotonda e nessuno ha detto nulla, grillini compresi. Non posso dire che il loro peso politico sia importante, anzi, mi dicono che spesso appoggiano la maggioranza. Quindi sono molto perplessa pensando a un governo che si occupa degli inceneritori a seconda della zona di voto. Poi ultima osservazione : i rifiuti, dopo aver chiuso l’inceneritore a Parma dove vanno a finire? Qui da me, per compensare le spese? Ecco perché sono molto perplessa. mi pare ce veramente nuovo, originale e fattibile ci sia poco. Ho letto tempo fa una notizia che potrebbe anche essere falsa. Un gruppo di mussulmani integralisti, dopo battaglie e sterminio del governo ha preso il potere su una città. Dopo qualche tempo, hanno richiamato i governanti precedenti, che si erano salvati, per governare di nuovo la città : non erano in grado di occuparsi della quotidianità della vita, organizzazione dei servizi pubblici ecc. potrebbe essere una bugia, ma rende bene i timori non solo miei. Un abbraccio a te Riri52

    1. Su cosa stiano combinando gli integralisti islamici sia quando sono al potere che quando non lo sono se ne potrebbero dire un sacco e una sporta e preferisco non cominciare neppure, per rispetto ai miei tanti amici musulmani non integralisti che sono delle persone deliziose con uno spiccatissimo senso etico. Ma come sempre le minoranze rumorose fanno più chiasso delle maggioranze silenziose.
      L’inceneritore a Parma, come probabilmente sai, non si farà non per merito del pur validissimo Pizzarotti (giovane, dinamico, intraprendente e in generale amato dalla gente che non sopportava più l’isterico e altezzoso Pietrino Vignali, quello che Paolo Nori in un suo recente libro ha diplomaticamente chiamato “Il deficiente”) ma della magistratura, che ha contestato qualche giorno fa alla ditta costruttrice una lunga serie di violazioni. Temo che senza questo intervento l’amministrazione comunale di Parma non sarebbe riuscita a bloccare i lavori (non dimentichiamoci, oltretutto, che Presidente della Provincia rimane proprio quel Bernazzoli umiliato nel ballottaggio e che ha da sempre sostenuto il progetto).

      Sono discorsi buttati lì che meriterebbero ulteriore approfondimento, ma come spunti di riflessione possono bastare.

  3. @Luca hai ragione quando dici che certi discorsi andrebbero affrontati in modo più approfondito. Per forza di cose qui non è possibile. Rimangono però alcune domande a cui nessuno per ora ha saputo rispondermi. Un abbraccio Riri52

  4. Solo ora prendo visione (cioè in realtà premdo ascolto) della deliziosa versione del grande Fats Domino (ma perchè quell’accento un po’ nigeriano? Boh….) e non posso non omaggiarti della versione originale, come Snoopy mi ha consigliato di fare.

    E cosa fai, a Snoopy gli dici di no? E se poi ti sguinzaglia contro il Barone Rosso?

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