Maliconia

Oggi ho la malinconia, la voglia di quel che di indefinito che credo potrebbe rendermi felice e quindi mi sento defraudata di quello che non ho nemmeno chiaro in testa!  e’ scesa lentamente come certe nebbie autunnali, che fin dalle prime ore della giornata avvolgono il paesaggio della bruna infinita e biancastra che non lascia trasparire nulla. Ora  è meno frequente, anzi qui è quasi scomparsa. Ma tanti anni fa riempiva il paesaggio. L’indefinito di quello che non si ha e si vorrebbe e in ogni caso non andrebbe bene, perché chissà esattamente che cosa metterebbe fine a questa malinconia. L’età che trascorre, lo specchio che riflette una immagine che assolutamente non è la tua, l’abito che non entra nemmeno a  spingere, o invece un libro non pubblicato o una grande passione per tutta la vita. Non so. Il senso di inutilità fra quaderni e matite nuove, zaini e quaderni. Nostalgia del passato? Quattro chiacchiere con un ragazzino degli anni passati orami grande, che mi ricorda come anche loro, i bambini crescono e diventato adulti e io ho contribuito  a questa crescita almeno un poco.  O è lo strappo di quel giorno,  davanti alla dottoressa e al suo sorriso stereotipato che mi raccontava di una vita obbligatoriamente lontana dai banchi. E io che avevo un mondo ancora da costruire ho deglutito tutto, cancellando dalla mente un mondo che ora torna, lentamente. Intanto ascolto Guccini e non è un grande aiuto per ritrovare il sorriso.

Luca Carboni Malinconia ( non è proprio nelle mie corde, ma illustra bene)

4 pensieri su “Maliconia

  1. Conosco le emozioni di cui parli in questo post: ogni tanto invadono anche me ma riesco, di solito, a non farmene mai sopraffare. Ho chiaro in mente tutto il mio passato e in qualche modo mi tiene compagnia, a volte (essendo discretamente appassionato di fantascienza, fantasy, storie inverosimili e provando spesso noia per la letteratura di tipo realista) immagino un futuro in cui possano esistere i viaggi nel tempo e/o in cui sia concesso ad ogni essere umano un certo numero di rewind quando fa delle cappellate particolarmente clamorose. L’ipotesi mi diverte ma non credo capiterà durante la mia vita e forse neanche molti secoli dopo.

    Per il resto, mi piace vedere la vita come una freccia irreversibile che va da un passato a un futuro, che comunque fino all’ultimo secondo scrivi tu, anche se lo scrivi con il materiale che il destino ti mette a disposizione, e quindi spesso con una penna di scricciolo intinta nel tuo sangue su un cordone ombelicale d’elefante e non (come vorresti) su uno scintillante notebook dell’ultima generazione.

    Quanto all’inutilità, sono sartrianamente convinto che le esistenze umane siano tutte intrinsecamente casuali, inutili e trascurabili. L’importante è non annoiare sè stessi e volersi un po’ di bene, gli altri si regolino come meglio credono.

    Un abbraccio.

  2. @Luca Io invece sono convinta che se le persone esistono e si incrociano c’è un perché, a volte difficile da individuare, ma c’è. Trovo anzi interessante questa ricerca. Io tendo alla malinconia e sto imparando a non farmi avvolgere o perlomeno cerco. Ho trovato che l’unico modo è vivere il momento, agire, fare e mettere a tacere la mente, troppo attiva. Un abbraccio Rita

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