Manca l’acqua e non siamo nel deserto

Nessuno ne parla, solo qualche sporadico accenno in tv, giusto perché se il Po è senza acqua , ridotto a un rigagnolo putrescente è una notizia. Manca l’acqua per bere e annaffiare le verdure e gli ortaggi che poi verranno sulla nostra tavola( ce si arrivano). In cima alle colline, da varie parti arrivano con le botti, perché le sorgenti sono asciutte. C’è da chiedersi da dove si riesce a prendere l’acqua che serve per le città o i luoghi di villeggiatura, visto che la popolazione si sposta in estate. Oramai, per chi da anni predica la sana abitudine di non usare l’acqua per annaffiare il prato, tanto serve a poco se sei al sole, sono rimaste solo le piante grasse, alcune stanno fiorendo al posto delle fucsie. In campagna il secco è pericolo oltreché sintomo di non raccolto. Non piove da due mesi e da due mesi siamo sui 35 gradi.

I giardini invece sono belli freschi, irrorati da montagne d’acqua, verdi come nelle valli della Marmolada. Non so, quando razioneranno l’acqua anche in città, penseremo al risparmio del prezioso liquido. O forse no, urleremo contro il governo tiranno che non ci costringe a bere l’acqua minerale!. Risparmiare si può.

6 pensieri su “Manca l’acqua e non siamo nel deserto

  1. I segni del cambiamento, climatico e non solo, stanno arrivano molto in fretta anche qui da noi, in questo nuovo millennio di crisi epocale.
    Leggevo che una buona metà degli uccelli è scomparsa dai nostri cieli, e anche questo è verificabile, se pensiamo ai tanti rondoni che solcavano il cielo della città.
    Ma la carenza dell’acqua ci tocca più da vicino, perché mette in crisi una delle più elementari ed essenziali certezze quotidiane della nostra ricca società.
    come sempre speriamo sia un’occasione, l’ennesima, per cambiare rotta…

  2. @Franz io spero che si cambi rotta in fretta, perché veramente senza acqua non si vive, e non siamo pinguini! Con questo caldo poi quanta ce ne vuole per raffreddare noi? Grazie dei commenti. In giro c’è il deserto, ma è lo stesso. Riri52

  3. Ricordo ancora l’anno che passai a Palermo, forse per amore forse per gioco, forse per vedere se riuscivo a lasciarmi un’interminabile adolescenza alle spalle. L’acqua arrivava da un pozzo, la si poteva bere solo dopo una lunga bollitura. Appena fuori città, l’acqua era una variabile impazzita nelle mani dei capimafia (non lo immaginavo, lo si diceva apertamente anche se con delle sciasciane metafore). Più lontano ancora, l’acqua era una specie di lusso.

    Una Terra che potrebbe comodamente ospitare tutti i suoi figli e sfamarli, se obbedissero alle leggi della solidarietà e non a quelle del profitto, si ritorce stanca su se stessa e forse medita di assestare a ciò che deve sembrarle una perniciosa metastasi il corpo mortale.

    Buona fase discendente dell’Estate.

    1. @Luca l’unica volta che ho avuto seriamente problemi con l’acqua è stato in Sardegna. In una specie di campo scuola , ero una dei partecipanti, dovevamo lavarci con la cannella dell’acqua, pochi minuti a testa e amenità del genere. Per me era una novità, per loro era la normalità!
      Grazie epr la buona fasce discendente dell’estate, ma al momento l’autunno mi pare così lontano! Ciao Riri52

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...