Mese: febbraio 2012

Non me ne importa nulla, ovvero i conti in tasca

Di quello che guadagnano i figli di Monti e dei nuovi ministri o dei ministri del passato nn me ne importa nulla. La cosa importante è che sia frutto del loro lavoro, anche se essere figlio di… certamente aiuta. Senza ipocrisia anche se andiamo dal gommista di famiglia o dal fornaio sottocasa essere figli di…( l’Antonio o la signora Brizzi, per dire) aiuta. Sarebbe come credere che i figli dei miliardari possano cominciare dalla gavetta; se lo fanno sono sempre i figli di…lo facevano gli Agnelli, ma sempre Agnelli erano! L’uguaglianza totale è impossibile. E’ ovvio che la società è divisa in fasce di ricchezza e ogni figlio nasce in quella fascia. Credo invece si possa dare  anche a chi non è figlio di… la possibilità di emergere e fare carriera.  La società che io desidero è questa: che tutti possano provare ad accedere a posti migliori  secondo meriti e capacità. Trovo indecente le frasi infelici di questi giorni, proprio perché partono da chi non ha certo problemi di sistemazione dei loro figli ( anche se no li hanno aiutato a trovare lavoro li hanno fatti studiare nelle scuole  migliori, aiutati con lezioni, fatto conoscere un mondo diverso da quello di Cipputi). Sono i nostri figli che non hanno possibilità di trovarlo il lavoro, anche se poi si scopre che mancano artigiani e lì ci sarebbe da lavorare. Conosco molti ragazzi che hanno girato l’Europa con stage, specializzazioni e ora non hanno niente in mano. Questo è indecente. Colpevolizzare la società di coloro che non riescono ad emergere, anzi ultimamente regrediscono perché sono sempre più poveri, è ingiusto e visibilmente  “razzista”.

 

Lenta la neve…di G. Pascoli

Non conosco molto le poesie, le pratico poco anche se ho provato a scriverne alcune. Ma in questi giorni, ogni tanto mi viene in mente questa nenia. E’ una poesia di Giovanni Pascoli, studiata alle elementari, le mie. Mi piace per la capacità evocativa ed emotiva, poi ricorda la mia infanzia. Chissà se la studiano ancora, ho dei dubbi, non ne ho mai sentito parlare nelle aule scolastiche!

Orfano

Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca.
Senti: una zana dondola pian piano.
Un bimbo piange, il piccol dito in bocca;
canta una vecchia, il mento sulla mano.

La vecchia canta: Intorno al tuo lettino
c’è rose e gigli, tutto un bel giardino.
Nel bel giardino il bimbo s’addormenta.
La neve fiocca lenta, lenta, lenta.

Nella neve

Lascio le diatribe sulle informazioni meteo, la rabbia dei viaggiatori nei treni fermi sotto le gallerie e la battaglia “dove metto la neve che spalo?” e ” pensa se nevica ancora!” Ho trovato nella neve una sorpresa. che mi sembra augurale e in ogni caso gentile. Arriverà la primavera, prima o poi! Gelsomino nudo, che fiorisce in febbraio!

 

La neve e la nostra vita tranquilla

Al supermercato gli scaffali sono quasi vuoti. La merce non viene portata dai tir fermi fuori dalle città. La barista impreca, perché non entra nessuno per un caffè, restano tutti in casa. E gli affari vanno  sempre peggio.Il primo giorno c’era, invece, aria di festa, genitori a spasso con i figli e lo slittino, un ragazzo con gli sci  che sciava in mezzo alla strada già ghiacciata. L’aria era festosa, come di una vacanza imprevista in montgna. Oggi , con il ghiaccio sotto il soffice manto di neve è più pericoloso girare, e quindi sono tutti in casa. A razionare le dosi delle provviste perché non si sa fino a quando durerà questa situazione. Basta la neve per cancellare, o quasi, la normale vita della città, e anche della campagna? C’è una catarsi in tutto ciò. I trasportatori hanno fatto sciopero la settimana scorsa, e non lavorano nemmeno questa!  I taxisti girano malissimo, la merce manca dagli scaffali. Un anticipo di tempi futuri?

Nella città non so , dove abito io strade ancora coperte di neve e ghiaccio e montagne di neve ovunque. La mia auto chiusa tra due muretti di neve , quella che c’è dentro il cancello e quella buttata dallo spazzaneve contro   il cancello. Inamovibile fino al disgelo! A Roma pare sia ancora peggio, ma è caduta meno neve. Può essere che una nevicata blocchi la città?  A quanto pare sì. E i giovani palestrati perché non spalano e i disoccupati perché non si armano di pale e danno una mano? Spero che da qualche parte si faccia. Ma il problema di fondo è che viviamo in un mondo di macchine, auto che fanno barriera alle intemperie. Forse dovremmo averne meno e andare con i mezzi pubblici, se questi non rimanessero bloccati , vedi i treni !

Meglio stare al caldo e attendere il disgelo , che è ancora molto lontano.