Mese: febbraio 2012

Giornata delle malattie rare.

Mi telefona una ex collega e dopo avermi raccontato la sua situazione mi ricorda che oggi è la Giornata delle malattie rare. Cosa significa  avere una malattia rara? Significa andare all’ospedale e tornare a casa senza cure perché non esistono medicine adatte. Significa soffrire per lo stesso motivo. Significa vivere sempre con la malattia presente, sperando che in qualche laboratorio si trovi un rimedio. Ma poiché i farmaci sono un busness, vedi Big Pharma, è difficilissimo che qualche laboratorio si metta a studiare un rimedio per malattie che colpiscono pochissime persone. Già in certe zone dell’Africa stanno togliendo le medicine per l’Aids perché in pochi le possono pagare, mentre l’Aids si estende.  In compenso abbiamo assistito negli anni scorsi a campagne dissennate per il vaccino contro l’influenza  aviaria e l’Ha1n1 ( mi sembra). Un bluf. Tutti gli stati europei hanno speso milioni in vaccini che non sono stati usati e sono poi finiti in Africa, forse scaduti. Figurarsi se si impegnano a produrre medicine per malattie rare! Potrebbero farlo, però, utilizzando parte dei loro sconfinati profitti per curare persone che altrimenti soffrono e basta. In questa società sanissima è veramente un un controsenso.

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Prescritto non vuol dire assolto

Oramai tutto il mondo lo sa. L’avvocato (?) che ha letto la sentenza aveva la voce tremante, la parola prescritto è uscita quasi flebile. E tutto il mondo si è chiesto perché?  E’ trascorso troppo tempo dal reato e gli avvocati delladifesa si sono allenati nella caccia al cavillo, come fanno da vent’anni ormai. Quindi lui , il B non è innocente, solo prescritto come tutte le altre volte. Così nella letteratura giuridica abbiamo un nuovo aspetto del reato di corruzione : manca il corruttore. Corrotto senza corruttore.  Solo per qualcuno però, non per tutti. Ad personam, come la solito.

Articolo da Il fatto quotidiano

Vorrei vedere il cedolino di Manganelli

Per quale motivo Manganelli, il capo della polizia, prende uno stipendio di seicentomila euro l’anno, il più alto tra i funzionari pubblici? Vorrei vedere il cedolino, visto che è un dipendente statale. O glieli danno brevi mano? Non è possibile credo. Mi sarei aspettata che fossero pagati di più i funzionari della salute, del lavoro o delle politiche sociali. Uno Stato che paga così tanto un funzionario della polizia su che cosa fonda la politica? Sulla polizia? Già, dal G8 di Genova alla manifestazione degli indignati a Roma sono trascorsi dieci anni e lui ha fatto carriera. Non voglio pensare male, ma mi sembra strano! Se poi penso che uno statale medio prende sui millecinquecento euro, se va bene al mese. Certo che con uno stipendio così può dire ciò che vuole!

Articolo

Dalle farfalle tattoo alle farfalle al ragù

La maternità paragonata a una malattia, o quasi, comunque un modo per far perdere tempo all’azienda, la Rai. Rimani incinta, fai troppe assenze, peggio per te, perdi il posto. E stai a casa a fare le farfalle al ragù, se puoi. Questo è un bruttissimo film, in edizione vecchissima. Anche nell’800 donne e bambini non contavano nulla. Ora contano solo come compratori di merce inutile. Da sempre le donne con le farfalline tatuate sulla pelle, nelle spille, nelle case appartate di uomini potenti ci sono state. E’ così. Abbiamo cercato di dare alle altre donne, nell’ultimo secolo, una dignità e un peso che è stato quasi raggiunto, ma ora sta svanendo. Leggendo i commenti al festival di san remo viene da chiedersi perché ogni volta che si parla di dignità della donna, ma anche delle persone, si diventa moralisti, bacchettoni, mutandoni, come se potessimo vivere in una società libera da ogni regola, che dalle mie parti si chiama anarchia. E invece viviamo in una società piena di regole non scritte: tutte le donne devono essere belle, magre, toniche, disponibili, anche dopo la gravidanza. Non si può invecchiare, non si può vivere come si vuole, altrimenti sei emarginato. Questo conformismo dettato da pubblicità e media sta riportando le donne al’800, oltre al fatto che se rimangono incinta sono un peso. Una donna che ha un bambino costa due anni circa di assenza e supplenti. Alla Rai non va bene, costa troppo.  Ci si chiede sempre perché in Italia nascono meno bambini. In una situazione così è assurdo fare figli per non avere poi di che mantenerli.

Uno dei discorsi che mi ha fatto più riflettere è stato quello relativo alle donne sovrappeso e in età , tipo me, che ho pure i capelli bianchi. Frasi razziste, stereotipate, berluconiane. E io leggendo penso : ci rivedremo fra vent’anni o trenta e e scopriremo in che condizioni sei, che anche con le plastiche, i vestiti da adolescenti e i capelli tinti sempre vecchia appari! Il mio mito é La Lagarde, gran donna.

Paperelle disperse nell’Oceano

Sono piccole e gialle, giocattoli per bambini, che galleggiano: le paperelle gialle. Mi chiedevo tempo fa a che servivano, e scopro con stupore che sono giocattoli sparsi in tutto gli oceani del mondo. Un problema così importante che è seguito da scienziati, che in questo modo studiano il corso delle correnti marine. Dal 1991 galleggiano libere e riconoscibili, inquinanti, indistruttibili. Durano cento anni.

Quanti oggetti abbiamo in casa che si distruggono in cento anni o più?  Avverto un senso di impotenza se penso che loro durano più di me e si ammassano inesorabilmente in casa e alla fine nelle discariche. Di solito il discorso del recupero e dell’utilizzo di prodotti biodegradabili è astratto, razionale, da professori. Visto dalla parte di una semplice, simpaticissima, coloratissima e allegra paperella diventa quasi cannibalesco. La plastica ci mangia l’ambiente piano piano, in modo silente, fino a che qualche giornalista non pubblica un articolo o un libro.  Speriamo che l’invenzione di plastiche biodegradabili risolva la situazione. In ogni caso, se trovate una paperella dell’Oceano rimandatela al produttore: vale cento dollari.

Articolo sulla Stampa

Cartina con gli spostamenti delle paperelle dal blog ALFATOWN: papere in viaggio

papere-in-viaggio.html

Onorevole (poco) Squaquaragno e i pensionati sfigati a 500 euro al mese

L’arroganza dei politici sbuca fuori in ogni dove e questa di Squaquaragno è una perla. Chissà se lui , ma credo di no, frequenta le donne, casalinghe, in pensione, che vivono con quella pensione sociale che lo Stato le ha riconsciuto per il lavoro di donna lavoratrice in casa tutta una vita. Vita trascorsa nella cura dei bambini e degli anziani per sopperire a strutture che non esistono in Italia. O certi uomini  anziani che non possono permettersi nemmeno una persona che collabori con loro e sono costretti a limare sulla spesa. Dignitosi nell’apparire, orgogliosi , ma poveri in canna perché nella vita hanno dovuto lavorare in quello strato sociale che si chiama manovalanza e che i nostri giovano ora rifiutano. Vada  al supermercato o ai mercatini e si mescoli nella folla e si  affianchi a certi anziani che guardano i prezzi  tre volte e alla fine acquistano il meno caro o anche niente. Ieri ho sentito un dialogo fra tre anziani:

-Carino il cane, come si chiama?- – Bill, come quello che avevo prima, poi è morto!- Sospiro- Sà.. non me lo potrei permettere con la mia pensione, ma alla fine ero così sola che ‘ho preso. Rinuncio a qualche altra cosa,  mi fa tanta compagnia. E gli animali sono più affettuosi degli uomini.

Non credo che le tre signore che stavano parlando avessero potuto nella loro vita fare altro che le casalinghe, o lavori poco renumerativi . Sono certa però che ognuna di loro ha contribuito alla rinascita dell’Italia dopo la guerra, per poi permettere alle persone sfigate come questo deputato di offenderle. Vada a vangare la neve, c’è ancora per terra abbiamo bisogno di chi lavora e non di chi offende.

Giornata del gatto

Adoro i gatti e li ho sempre avuti, fin da piccola. Il primo mi fu regalato in cambio del foro dei lobi per gli immancabili orecchini ad anella delle bambine. Avevo sei sette anni. Accettai. I calore del mio micio era superiore a ogni sofferenza. Restammo insieme cinque o sei anni poi lui scomparve , durante una mia vacanza al mare. Non so che fine abbia fatto, di certo ho ancora la foto lui n braccio a me , ambedue cuccioli.

Gli ultimi due sono Junior, grigio e bianco  e Anja, chiamata Micia, nera come la pece, un collare fosforescente, perché lei vaga anche nella notte, all’aperto, libera.

Una piccola serie di foto, in onore di tutti i gatti del mondo che, ricordiamocelo sempre, tengono lontani i topi l’altra popolazione che abita con noi, nascosta e invisibile.

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Non ho visto Celentano, né Sanremo.

Appartengo al 51% di share che non ha visto Celentano, dispersa fra le altre offerte televisive. Sanremo non mi piace, per alcuni motivi, anche se dal punto di vista sociologico bisognerebbe vederlo.

Gran clamore per chi partecipa, cantanti, vallette, comici ecc e speri in uno  spettacolo all’altezza delle aspettative. Alla fine rimani lì con un pugno di mosche in mano, gli occhi che ti cadono dal sonno e la vaga idea che non hai capito che cosa hai visto. Canzoni? Verso il fine settimana, se capita, comici sgonfi, polemiche a valanga, vallette più simili a manichini. Non si capisce quale è lo scopo di questa manifestazione. Vendere spazi pubblicitari , che si alzano come costi in base allo share. Pubblicizzare  cantati e canzoni che poi si dimenticano. Pagare presentatori, vallette, comici molto in più del solito per ringraziarli, per omaggiarli? Mah!. L’offerta musicale, anche quella straniera non è molto all’altezza, sarà i posto. lo stress, la tensione, non so. E dire che io guardo Un posto al sole tutte le sere, le Casalinghe disperate, Glee e altro, oltre ai programmi di informazione.

Uno dei problemi più grossi della televisione italiana è la dilatazione di tutti i programmi, si potrebbe fare meglio tagliando la metà del tempo, all’americana, con un ritmo sostenuto e poche, ma chiare idee da esporre,  e sostenere. Due ore al massimo, ma  anche meno, altrimenti ci si annoia, prima , durante e dopo!

Arisa La notte

Scelta casuale, Arisa mi sta simpatica

Il Grande Fratello live in ogni casa, bloccati dalla neve

La neve cade ancora, almeno qui e in giro non c’è nessuno. Tutti in casa, chiusi, aspettando che smetta prima di cedere al nervosismo. A questo punto ci vorrebbe una telecamerina che riprende la vita come si svolge nella realtà, senza copioni. Un bel esperimento sociologico, specialmente se l’appartamento è piccolo, gli abitanti molti e i confort pochi. Niente piscina , ma una banale vasca, neanche jacuzzi, forse una doccia con la tenda di plastica e le ochette. Non ho mai capito a cosa servono ma tant’è, ci sono. Vedrei bene anche un cucinotto  e la dispensa non troppo fornita  a causa delle continue incursioni dettate dalla noia e dal bisogno di sgranchirsi le gambe, togliendosi dal divano o dalla sedia del pc. Badanti chiuse anche nel tempo libero con il nonno che fraintende tanta disponibilità, coppie che si danno da fare sotto le coperte, ragazzini che litigano  per ogni cosa, coppie rodate che sono al limite della nevrosi, cani che abbiano per la loro passeggiata risicata, gatti nervosi che vagolano per la casa, tutti soggetti per una bella ripresa live del GF. Ci sarà anche qualche poeta felice dell’improvvisa fonte di ispirazione.  E bambini che cucinano con la mamma, ragazzini che mettno in ordine la loro camera o approfittano per recuperare qualche brutto voto e papà sempre a disposizione per aiutare tutti.

Il bello è che le famiglie sono di tanti tipi diversi, e le riprese potrebbero veramente dare un’idea dei veri italiani e stranieri, del loro modo di vivere, delle preferenze, e della meravigliosa differenza che c’è, altro che la monotonia del Gf  e anche la volgarità, modello tamarro. Buona domenica.

In omaggio alla grande  

Che si fa in casa chiusi per neve?

E’ una domanda che tutti ci poniamo organizzando questo inaspettato tempo libero. Io proseguo con i miei hobby, knitting, letture e cucina, oltre qualche incursione sul web, su FB, forse più approfondita.

Sto leggendo “54”  dei Wu Ming, ho scoperto che c’è un minisito sul il libro QUI Lo trovo molto interessante, e racconta di storia recente che non conoscevo. La storia di Tito mi era completamente sconosciuta. Invece apre prospettive diverse sulla storia moderna e sulle relazioni  politiche degli Stati  europei.

Lavoro a maglia una sciarpa soffice e colorata per la primavera o l’autunno prossimo.

Cucino oggi cioccolata in tazza con una spruzzata di zenzero, piacevole con quel pizzico esotico.

Ho preso uno stop dalla scrittura. Elaboro con la mente, ma non ho voglia di battere sui tasti.

Lo so che non è una vita entusiasmante e un racconto interessante, ma nemmeno parlare sempre della neve, della crisi, dei partiti che ci sdrenano è interessante. Se penso poi che siamo tornati al problema dei produttori del latte che non hanno pagato le multe e le pagheremo di nuovo noi, non ci resta che piangere.