Giorno: 23 gennaio 2012

Liberalizzazioni, che si fa?

Premetto che io sono favorevole alle liberalizzazioni, sono convinta che la concorrenza provoca abbassamento dei prezzi e stronca i monopoli. le storie individuali, legate alle liberalizzazioni, il costo delle licenze, in particolare, e credo riguardi tutte le categorie, sono certamente un peso in questo ragionamento, ma è anche un peso la lobby di riferimento che fino ad oggi è riuscita a bloccare l’Italia. Mi rendo conto che un ragionamento simile, in piena crisi è difficile , ma quei pochi soldi che abbiamo è meglio spenderli dove i prodotti e i servizi costano meno.

Quello che mi indigna , però , è che a noi hanno aggiunto obbligatoriamente sei anni di lavoro, quando eravamo vicini alla pensione, noi del 1952, però nessuno ha bloccato strade o fatto macelli. E alla notizia che gioiellieri, albergatori, commercianti ecc guadagnano meno di noi statali, nessuno ha battuto ciglio come se facesse parte del lavoro, tu fai il gioielliere e guadagni undicimila euro all’anno.

L’altro discorso riguarda le tasse e qui il discorso si fa serissimo: se tutti, avvocati, taxisti, farmacisti, camionisti ecc ecc. avessero pagato le tasse che dovevano allo stato non ci ritroveremmo in questa situazione. Un taxista, intervistato a Roma ha detto che lui non dichiara il 40% del ricavato, perché non ce la farebbe. Immagino che il lavoro del taxista sia complesso e abbia giorni no e altri sì, come immagino che sia così in tutte le attività che dipendono dal consumatore,  ma le licenze non dichiarate al fisco e i ricavi taciuti non sono una bella pagella da presentare per avere il nostro sostegno.

In definitiva, se pure avrei voluto un attacco anche alle banche e alle finanziarie, sono d’accordo che ci sia più movimento nel commercio. Mi piace molto l’idea di 1 euro per aprire una attività. Conosco un paio di giovani che potrebbero usufruirne con successo. E questo, largo ai giovani, mi fa molto piacere