Mese: dicembre 2011

La musica, cibo per la mente

Ieri sera ho guardato X Factor  e ho notato che i finalisti sono bravi. Buona musica, considerano che sono aspiranti cantanti. Di solito non seguo questi programmi, mi sembrano ripetitivi,  a volte anche già determinati prima della fine del gioco. In ogni caso sono rimasta colpita da Morgan, che a volte mi sembrava uno Sgarbi junior, altre un saggio. Personaggio misterioso comunque,  forse più personaggio che cantante. Ma la scoperta ,migliore è stata la canzone di Elisa, che amo molto, ma ascolto poco. Non so perché. I misteri della mente. In attesa dell’anno nuovo, del Crescitalia, del Capodanno, del mio compleanno ecco un brano di Elisa.

Il sole nel cuore

L’anno scorso, in questi giorni, sembrava che il mio mondo stesse per svanire nel nulla, che io stessi per scomparire, lasciando progetti interrotti, affetti, oggetti a cui sono affezionata, i mie amatissimi gatti. Non sapevo ancora il nome del mostro che inopinatamente aveva occupato una parte di me, del mio corpo. Sapevo che c’era e ogni giorno io lo nutrivo, lo portavo in giro, lo custodivo mio malgrado. In quei giorni tutta la mia vita è scorso come una serie di caroline seppiate e in bianco e nero. Quelle a colori facevo fatica a ricordarle, i momenti felici, gli amici del cuore, la gioia di progetti realizzati. Mi venivano in mente solo scatole vuote dove non ero ancora riuscita a rinchiudere nulla di completo. Uno sgarbo, un amico lasciato per strada, il lavoro interrotto e tante speranze sospese. La delusione che avrebbe creato il mio non esserci. Non tanto il dolore, quanto il vuoto che avrei lasciato.Ancora non sapevo tutta le verità, quella è arrivata dopo, con la neve di febbraio e altre cure da fare.In quei giorni mi ero rifugiata nell’angolo del divano a sferruzzare improbabili sciarpe e inutili borse di lana, grandi ,piccole ancora incomplete per altro. Sorridevo e cercavo di non far trapelare la mia paura. Solo ora capisco lo sforzo che mi è costato contenere tutto e trasmettere alla mia famiglia quel tanto di apparente serenità che ci permettesse di andare avanti.

Ora sto bene. Il mostro è stato tolto, le cure sono state pesanti e dolorose, ma utili, almeno per adesso. Ogni volta che faccio un controllo ed è tutto a posto mi sento felice, viva, piena di voglia di fare progetti e di andare avanti, nonostante l’incertezza di questa situazione. Ogni giorno scopro un modo diverso di vivere, sorrido alle persone che non conosco, sono diventata gentile, sono uscita dal mio guscio di ostilità. Oggi un vecchietto mi ha fischiato dietro, fraintendendo i capelli candidi e il piumone dell’anno scorso che mi fa diventare una morbida palla. I capelli bianchi sono splendidi, candidi come la neve, aspettano solo un taglio sapiente per date forma a questa nuova io che sono ora. Ora ho il sole nel cuore e spero che rimanga.

La rinascita del fascismo? No grazie.

I segnali sono chiari: si sta di nuovo fortificando il fascismo con i suoi simboli e le sue teorie. Si parte dalla Lega, che è sempre stata razzista fino a Berlusconi che si legge i diari di Mussolini, falsi, per prendere spunto alle sue teorie e si finisce a Firenze con una strage di senegalesi in nome della razza bianca. In questi pochi giorni è tutto un fiorire di aggressioni, anche da parte di minorenni, a persone di colore. Quando c’è lo spettro della povertà il popolo se la prende con chi teme di più come possibile concorrente all’economia. Come se una famiglia di senegalesi sia la causa di questa crisi. Non se la prende con  i veri responsabili, coloro che non pagano le tasse.  Ma si fa poco per fermare il fenomeno del razzismo. Il fascismo nacque come risposta ai movimenti operai del dopoguerra, la prima guerra mondiale, spinto e sostenuto dalla borghesia. Non è tanto diversa la situazione ora: siamo in recessione e finite le casse integrazione moltissima gente sarà alla fame o quasi. Poichè questa storia la conosciamo già facciamo in modo che non si ripeta. Sta a noi non perdere la speranza che  questo stato di cose migliori, si superi la crisi e si viva meglio. insieme. Il pegno da pagare? E’ cambiare stile di vita: meno telefonini e più solidarietà.

Malinconia

A volte  mi viene la malinconia, il desiderio di qualche cosa che non è nemmeno chiaro. Un evento, forse, una persona, ma non è detto, un’epoca, direi più l’emozione legata a un determinato avvenimento. Io mi sento così, sospesa fra il presente e un passato che so non esistere più. Andato, perduto.  Molto dipende dai cambiamenti avvenuti nella mia vita cui ancora faccio fatica ad abituarmi, alle cose ancora irrisolte, al futuro incerto nel privato e nel pubblico, alla continua e insistente campagna per l’infelicità. Ma poi sorrido se vedo il mio gatto che dorme nei vasi con le mie piante  sempreverdi malconce e stropicciate. O se riesco a leggere un buon libro, o a stare in compagnia. Sto leggendo  l’uomo senza qualità, ma anche Il mistero del Caravaggio, alternati. E ascolto musica.

Come sempre, nei momenti di malinconia i R.E.M che hanno un effetto rasserenante. Everybody  Hurts

Le parole non valgono niente, ma non è vero. I fatti di Torino

I fatti di Torino andrebbero spiegati da un sociologo o da un antropologo. A sedici anni dire bugie credo sia molto normale, ma dire una bugia razzista e accusatrice, capace di smuovere una folla di persone  e di trasformarle in incendiari e nazisti, no. Quanto era consapevole la ragazza di quello che stava dicendo, di colpire i reietti della società, i nemici che l’avrebbero resa vittima di una violenza, per altro mai accaduta? E quanto desiderio di sterminio c’era nella reazione della gente nel distruggere il campo Rom con il desiderio  farli scomparire attraverso il fuoco, che non lascia possibilità di fuga?

E come saranno i genitori di una ragazza che deve inventarsi una bugia sterminante, per giustificare un rapporto , il suo primo che avrebbe dovuto essere indimenticabile ( lo sarà per sempre) e gioioso, (non lo sarà mai più)? In questa epoca di sesso sbattuto ovunque, di rapporti raccontati in ogni trasmissione, avete mai visto Centovetrine alle ore 14, in ogni puntata c’è un letto disfatto e due che ci sudano dentro? Il GF sta rasentando il porno per i vari episodi ecc. Ebbene nell’epoca del bunga bunga c’è ancora chi punirebbe la figlia per avere avuto il primo rapporto con il suo fidanzatino. Ci sta. In ogni famiglia ci sono delle regole. Ma che il timore della punizione arrivi a far dire una tale bugia  fino a  suscitare una tale reazione non lo immaginava nessuno. Addio piccola ragazzina bugiarda e spaventata. Al tuo posto ora c’è una giovane donna spaventata e consapevole del valore delle parole e degli atti.

I deputati diventano sciattoni con i tagli, e noi allora?

Un deputato leghista, ma chi l’avrebbe mai detto!,  si lamenta che regolando gli stipendi dei deputati a livello di quello dei colleghi europei diventa sciattone. Lamenta forse che non può più avere il tre alberi al porticciolo o il culatello di prima scelta per le feste, del prossimo anno? Me lo immagino il povero deputato che fa acquisti al discount, risponde al telefono perché non ha più la colf, o non sia mai, non può portare il bambino a Cortina. E per fortuna che erano stati eletti  a Roma ladrona per difendere gli interessi del popolo padano. Avranno saputo che non esiste e ne approfittano.

Sciattoni, ecco, noi siamo così, per loro. Noi che non abbiamo undicimila e più euro al mese siamo sciattoni, poveracci. Sfigati insomma. Che dire? non si commenta nemmeno una notizia così. Viene da chiedersi chi andrà a votare la prossima volta, se non cambia la legge elettorale. Perché  gente così c’è nè troppa in giro e mandarla anche la Parlamento è vegognoso. Perché non lo fanno lavorare sei anni in più con il mio stipendio? Ma in fabbrica.

Articolo

Non voglio pensare a Scilipoti e a come sta reagendo, lui che avrebbe venduto anche sua madre per stare dalla parte di Berlusconi e godere di tutti i privilegi. Ora sarà più dura ricevere vitalizi, pensioni d’oro e bonus. A meno che non le riceva da B. Che non mi sembra messo benissimo.

1952

Sono afona, la manovra mi ha regalato sei anni di lavoro in più.

Sto cercando di interiorizzare  ciò che significa come trasformazione nei miei progetti futuri, visto che già dall’anno prossimo potevo andare in pensione. Abbiano pazienza coloro che non avranno mai la pensione, ma qui hanno cambiato il programma in corso d’opera. Blindati per altri sei anni. Devo ringraziare che un lavoro ce l’ho? Verissimo. Un lavoro che come capo ha avuto la Gelmini e questo da solo basta a ridimensionarlo. Pagheremo solo noi, come sempre, diventeremo più poveri e non sarà uno scherzo. Forse allora devo abituarmi a essere contenta  degli anni in più di lavoro. Una sola domanda: chi desidera che i propri figli abbiamo come insegnante una sessantenne acciaccata? Io no!