Mese: novembre 2011

E ora che si fa?

Oggi sono andata in centro, pieno di gente, negozi vuoti, solo curiosi che si davano un tono. Il ristorante naturista era pieno in effetti, ma non fa storia, i suoi clienti sono una nicchia. Ci sono andata in bus, non mi serve l’aereo, per cui non so se l’areoporto era intasato come dice il premier. A me sembrava un bus di gente solita, più triste, silenziosa di sempre, meno trilli di telefonini e meno chiacchiere. Ma dobbiamo stare tranquilli, ora che siamo monitorati, dal fondo monetario internazionale, sotto la sua tutela e un poco guidati possiamo risparmiare per bene. La cosa mi indigna e mi offende come cittadina. Io mi sento nauseata e comincio a non poterne più di questo andazzo. Meglio occuparsi di soap opera che seguire la politica. In fondo non c’è differenza: è tutto falso e si torna sempre al punto di partenza. Dalla destra alla sinistra mi pare un balletto osceno, senza un capo e una coda. Ma possibile che non si riesa a cambiare niente in meglio? abbianio detto peste e corna della Gracia e dei greci e noi che facciamo? Come loro. Io reto convonta che se si volesse veramente il premerie dovrebbe presentare le sue dimissioni. Ma alla fine resto convinta che nessuno lo voglia veramente. In tutto questo chi ci guadagna in denaro? Non è che sono gli stessi politici che scommettono sulla nostra economia alla faccia nostra?   Noi possiamo ridurre il tenore di vita, ma gli altri devono fare la loro parte. Ma nin mi pare, anzi.

Mi sono regala un mazzo di fiori

Per esorcizzare la morte. Il pensiero dei miei cari che non ci sono più è sempre presente, ma che potessi esserci anche io è molto recente. In questa epoca la morte è tabù o il  frame di film. Non se ne parla, si evita accuratamente e se uno viene a mancare si dice non c’è più. Per fino i molti film  di morte la trattano in modo umamizzato. Penso ai film sui vampiri o ai triller. Poche volte si vede il normale , che so  una cassa di zinco che esce da una stanza di ospedale o i parenti attorno al letto.  Mentre di funerali se ne incontrano anche troppi, a volte simili a spettacoli con il pass o a salotti buoni. Ecco io volevo esorcizzare il mio rischio di morire. Non ho paura, ma avrei il rammarico di ciò che non ho concluso e lasciato in sospeso. Ma fra i miei fiori non ci sono crisantemi, anzi, gerbere, iris e rose gialle. Eslosione di energia! Un ricordo a tutti coloro che non ci sono più, ma come dice una filosofia si spostano sulle nostre spalle e camminano con noi.