Mese: ottobre 2011

Del caos e della confusione create ad arte

La manipolazione sta arrivando a livelli indicibili. Prendiamo la tv. Ero al bar che aspettavo il caffè quando ho sentito la musica di Beautiful, la soap opera che va in onda da una vita. Sul primo momento mi sono sentita spaesata. Ho pensato a una puntata  extra, ma alle nove di mattina mi sembrava quantomeno originale. Allora ho guardato il tv al plasma , che già a quell’ora era acceso per il “piacere” dei clienti. La musica era la medesima, il titolo pure, ma era un programma sulla bellezza e il benessere fisico, il cui primo servizio si interrogava, molto seriamente? sul dilemma: la bellezza è un diritto o un lusso da tassare, riferito alla chirurgia plastica. Si potrebbe aprire un dibattito filosofico sulla bellezza, sul concetto di bellezza, sul valore della bellezza e sul diritto a vivere nella bellezza. Ma voglio soffermarmi sulla confusione che ingenera, ad arte, la scelta di trasmettere due programmi con lo stesso titolo e la stessa sigla. Non entro nel significato delle trasmissioni, mi interessa la scelta di non definire, di non separare  trasmissioni su due reti concorrenti. Perché questa scelta? Perchè non attribuire identità diverse  quando hanno identità diverse, funzioni differenti ma credo lo stesso pubblico. Un minimo esempio della confusione creata ad arte. Come pure un esempio di come si stia cercando di non lasciare identificare nemmeno una trasmissione. La comunicazione della omogeneità assoluta.

Come la richiesta di Ferrara di andare al posto di Annozero. Prima delle elezioni. Stesso orario, stesso tipo di trasmissione, scopo opposto: accrescere il consenso del premier. Almeno il nome sarà diverso. Penso anche il pubblico sia nel numero che nella tipologia.

Sempre sul caos prendiamola lettera all’Ue. Niente di nuovo, tranne i licenziamenti facili. Per fortuna che ci sono i sindacati, perché a una prima lettura sembravano poco incisivi. Invece…L’euro è inutile, no è utile. Non faccio elezioni, ma cerco persone a contratto per metterle in lista per il Pdl. E le pago.

I blak blok incendiano Roma. Dopo due settimane trovano i vandali attraverso le intercettazioni telefoniche. Li conoscevano o no? Non potevano fermarli prima? E intercettare un blak blok  è una lesione del suo privato o un servizio alla società?  Domande senza risposta.

Lavoro offresi da parte del PDL

Mancano panettieri, sarti, coramai e artigiani in genere. Se hai bisogno dell’idraulico sei finito, non riuscirai più a sgorgare banalmente un lavandino. Per trovarlo dovrai come minimo cambiare la cucina o la caldaia e allora forse passerà da te. Non parliamo poi di una cucitura nella borsa di cuoio, devi buttarla, perchè nessuno ha più le macchina da cucire la pelle. Ma c’è un lavoro che pensavo fosse inflazionato e invece no. Il militante Pdl e candidato alle elezioni. Ecco un annuncio qui strabiliante! E pensare che questo è il partito di maggioranza! Vuoi vedere che sta cambiando l’aria?

Annuncio

La pensione non è per noi, oramai

Che dire? La pensione non è per noi, è solo per i parlamentari. Loro si tengono stretto il l posto in Parlamento per raggiungere in cinque anni il diritto  a prendere il triplo e più della nostra ex pensione, dopo 36 anni di lavoro. Noi no, no lavoreremo fino a 67 anni. Ditemi chi andrà a farsi un prelievo da un’infermiera di 67 anni ? O chi manderà il proprio figlio volentieri da una maestra di 67 anni? O un poliziotto che si occupa della sicurezza  67 anni? Ma è assurdo! Va bene che l’età di vita si è allungata ma a tutto c’è un limite di forza fisica, di concentrazione, di determinazione. All’estero si va in pensione a 67 anni ma i servizi alla persona sono molto più adatti. A quella età si ha la forza di guardare i nipotini, aggiustare una bicicletta, fare un viaggio e occuparsi di sé. Direi che basta e avanza. Non si creda che il B. faccia poi tanta fatica. Fra stare al telefono, ricevere persone nei pranzi , viaggiare qua e là per Roma e l’Europa non è che fatichi molto!

A parte il fatto che non si dovrebbero cambiare le regole in corso d’opera, ma penso che si stia esagerando con la scusa della crisi economica. Perché non mettono la patrimoniale, farebbero più in fretta e si sarebbe numericamente meno gente arrabbiata.

La questua

Mi ricorda la scena della chiesa: fate l’elemosina per pregare. fate l’elemosina per protestare. No, meglio ancora, date in fidejussione un appartamento o una macchina, forse è meglio un condominio o un quartiere dati gli ultimi danni,  per  poter sfilare nelle strade della capitale. Se fate danni ci teniamo tutto, anzi meglio se non protestate, tanto nessuno vi ascolta in nome della crisi, il sacerdote pontificale nel cui nome si distruggono economie nazionali. Tanto c’è tempo, di che vi preoccupate! La frase peggiore del mondo : c’è tempo  e non c’è un euro, dovremo inventarci qualche cosa. Per chi accusa di non cercare notizie vere, queste sono le parole del Premier italiano attualmente in carica.

Dette alcuni giorni fa, alla faccia dell’economia nazionale, dei disoccupati e delle ragioni degli “indignados”. E tutti zitti, qualche protesta come da copione, ma tutti zitti zitti. Che dire? Non ci resta che pregare, in qualsiasi religione, setta o gruppo, e sperare nel miracolo. Anche gli agnostici e gli atei si uniscano, non facciamo distinzioni. Le monetine invece dovremmo raccoglierle e inviarle al Palazzo. Anzi meglio tirarle.

Non facciamoci prendere dal panico

La Legge Reale no. Lasciamola dove sta. Perchè così, riproponendola, vincono i blac blok, se cambiamo le leggi sulla libertà personale. Più soldi alla polizia e strumenti moderni, benzina per le volanti e un numero maggiore di poliziotti equipaggiati in modo attuale, e la sicurezza è certa.  Altro che la Legge Reale, poi apriamo alla legge Rocco  e il cerchio si chiude.

Chi non ha vissuto  negli anni 70 non ha idea di quello che succedeva. La libertà va tenuta stretta e anzi, va tutelata, non ceduta all’ l’emozione del momento. La reazione alle violenze di sabato è già qui : smascherare gli incappucciati, raccontare al mondo chi sono coloro che si nascondono dietro un fazzoletto nero o una maschera e che dopo aver studiato in Grecia come si fa guerriglia sono arrivati in Italia, a Roma. Rimane comunque il vero e unico dubbio: perchè solo a Roma?

E aggiungo io far pagare i danni a coloro che hanno distrutto, o metterli ad aggiustare le strade, rimuovere la ferraglia  bruciacchiata  delle auto sotto gli occhi indignati delle vittime. Un sano bagno di reltà.

Concordo con Zucconi

Blog

Ho visto le riprese dell’incendio al furgone in tv. La massa nera di uomini che si muoveva come in un balletto crudele e violento nella piazza sempre più sgombera di persone. Sono rimasti in pochi, oltre ai blak blok ad aggredire la camionetta, come cani attaccati all’osso. Sembrava quasi che dovessero farlo, per firmare con un gesto definitivo  un pomeriggio da cani. I poliziotti sono usciti dal blindato, la folla era ferma, poi  ci sono stati molti tentativi di appiccare l’incendio, alcuni minuti di attesa, di prove e, poi le fiamme si  sono levato dal metallo, mentre qualcuno scriveva una sigla sulle lamiere. Ho telefonato a degli amici che sapevo alla manifestazione , erano in un altro corteo, e comunque stavano tornando a casa. Per fortuna, ho pensato,  c’erano altri cortei. E la manifestazione non era solo quelle immagini che ricordavano Genova e il G8.  La manifestazione era anche gente pacifica che ha urlato la sua indignazione, ora più grande. Insieme al resto del mondo. Uniti.

Indignati il 15 ottobre nel mondo

Franz e Milvia hanno ricordato la manifestazione del 15 ottobre in tutto il mondo, qui in Italia a Roma e in altre città. Che cosa succederà? Tutti gli indignati manifesteranno nelle piazze  “contro il sistema finanziario, paradisi fiscali compresi; contro il potere politico e i politici che hanno perso contatto con la realtà e con la popolazione; contro le iniziative militari, comprese quelle della NATO; e infine contro il potere mediatico, accusato di non dare spazio sufficiente al dissenso e di soffocare le voci libere, anche sulla Rete”

La Rete ha messo in contatto le persone, i popoli, le genti e l’adesione è massiccia. Apartitica, libera dalle bandiere, unita del gridare la rabbia di chi è al centro e vittima delle manovre speculative delle banche e del potere economico e politico. A volte, analizzando quello che succede, sembra che ormai le nazioni siano usate come laboratori per togliere libertà e democrazia in nome della crisi e del profitto. Mi pare, ma forse è solo fantascienza, che ci sia una ricerca nello spegnere  le richieste della gente. Chi è povero o non ha lavoro non può chiedere più libertà o più giustizia. Chi ha paura del futuro abbassa di molto le sue richieste, concentrato sulla sopravvivenza quotidiana. Non penso sia solo la crisi economica, ma i soldi dove sono finiti? Penso ci sia un disegno preciso nel declassare l’economia della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda. Cominciarono con l’Islanda, che si ribellò per prima e non ha mai pagato il debito. Poi la Grecia ecc.  Gli investimento sono dirottati nell’Asia, fra l?india e la Cina. Nazioni popolosissime, rigidamente strette in categorie sociali o dominate dal regime, con milioni e milioni di operai sostituibili e senza diritti.  Alla fine staranno meglio duecento milioni di cinesi o indiani, i loro ricchi, saranno la borghesia del futuro e noi diventeremo i loro cinesi. Noi siamo molti di meno, e abbiamo pretese. Vogliamo mantenere il nostro tenore di vita. Non ce lo permettono più.

Un post sull’argomento

Mi chiedo chi sia il suo pubblico

Non si capisce il bisogno  che ha B. di dire certe cose, tipo il partito della gnocca, se non analizzando il contorno e la situazione. Il gradimento del premier è in volata oltre il minimo storico, l’attività politica è paralizzata, i leghisti sono in fermento per le scelte dei capi e la crisi sta diventando una vendetta economica. Quindi? Quale è il pubblico cui si rivolge dicendo simili cose? I borghesi, coloro che si sono alleati a Milano per mandare via la Moratti o i deputati che stanno creando le cordate per  sbatterlo giù? Il pubblico in generale in modo che si parli ancora di lui, ultimamente oscurato dai veri problemi dell’Italia e dal presidente della Repubblica ben più carismatico in questo momento? Non lo so , ma quando succedono queste cose mi chiedo sempre chi è che gli scrive i testi, gli indica le battute. Oppure parla a scatola libera. Allora, se è così, fattelo tacere. Non ci guadagna nessuno, nè lui che sembra un vecchio bavoso, neppure noi che non sappiamo come fare per liberarcene. O forse lo dice per i deputati e i senatori che ha in busta paga, a vario titolo. Allora si capisce tutto. ma che squallore, accidenti! C’è da andare al Tribunale dei Strasburgo  e denunciarlo per offesa alle donne. Si denunci anche il deputato leghista che ha offeso una deputata del PD. Adesso basta.

Addio Jobs

Intorno agli anni ’90 mi portarono un computer, un SE Machintosh, lo posarono sul tavolo, lo accesero e indicando lo schermo grigiastro mi dissero che era facilissimo usarlo, bastava studiarlo un po’. Sul momento, presa dall’euforia, ho iniziato a cliccare a vanvera e alla fine qualche finestra l’ho aperta. Ho cominciato così a usare il Mac, da sola, esplorando le funzioni, nell’inglese che non conoscevo. Una vera gioia rispetto a Window e alle sue sottocategorie. Il Mac è un sistema intuitivo, geniale, che lavora quasi da solo. Poi sono arrivati gli altri computer, l’Ipod, Ogni volta era una lode al genio che l’aveva pensato, a chi era riuscito a realizzare un’idea apparentemente assurda. Ora non c’è più. Mi dispiace per l’uomo e per il genio creativo. Il mondo avrà meno fantasia, perchè le persone come Jobs rendono il mondo più fantasiono e rendono possibile la realizzazione dei sogni.

Mentre in Italia passa la legge bavaglio. Ed entra la dittatura informatica.

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