Dire, fare…

Dire, fare, baciare, lettera, testamento, pioggia, vento. Una conta di quando ero piccola, per individuare il primo del gioco. Adesso le conte sono diverse e si contano le scarpe (!) . Mi piace l’idea della conta che mette al primo posto il dire, cui segue, a debita distanza il fare, poi le altre  azioni in una sequenza identica nella vita. Si parla molto, e si fa meno, si bacia quando si può, le lettere ormai si scrivono solo con la tastiera e il testamento non si fa più, tanto agli eredi rimangono certamente debiti e poco altro. Chi ha pensato a questa conta conosceva la vita fatta di parole, apparenza e illusioni. Ultimamente mi viene spesso in mente, come una logora cantilena. Ho la sensazione che si parli molto e si faccia pochissimo, sia per la vita che per la crisi. Serpeggia una certa insoddisfazione sulla lentezza con cui si muove il rinnovamento. Si vorrebbe cambiare tutto in fretta, ma non è possibile. Ma il cambiamento lento, il fare, c’è. Un milione e più di firme raccolte per abrogare il porcellum. Non è di poco conto smuovere un milione di persone e far firmare con nome e cognome e documento! Senza campagna pubblicitaria, per di più.  Far cadere il sindaco di Parma furor di popolo. Se non sembra poco! A suon di percussioni sulle pentole e rabbia per il modo di governare. Lascia un debito di sei centomilioni.

Persino la Confindustria ha stilato un documento con cinque punti per affrontare la crisi. Al di là della condivisione o meno, io non sono per niente d’accordo sull’aumento degli anni di pensione, visto che sono a tiro!, si sono mossi anche gli industriali. Ecc. Quindi il momento critico è anche un momento di  riflessione , di analisi e di proposte. tutti ma proprio tutti stanno elaborando il momento. Solo al Parlamento è tutto fermo, forse perché sono consapevoli di aver raggiunto il capolinea, con tutto quel loro dire e mai fare. Ora è il momento di un’altra conta: unci, dunci, trinci, quari, quarinci, un fran, chesh. Chissà cosa vuole dire!

Il blog di Franz per altre informazioni sul fare della gente

Parliamo di donne

Ormai siamo certi che non esistono solo le escort, ma una folla di donne piene di entusiamo e iniziativa per produrre , innovare, crescere e anche divertirsi. Ne ricordo alcune  nel mio piccolo. Cucitocafè è una assciazione che si occupa di insegnare a cucire abiti, ripararli, riciclare stoffe, e altro. E’ appena nata e vale la pena di farla conoscere.  l’ideatrice, una giovane donna piena di entusiasmo, voglia di fare e iniziatia, bella, elegante e raffinata. Non le manca nulla per avere successo. Avrebbe potuto fare altro invece ha messo in piedi questa lodevole inziativa. Le auguro ogni successo, se lo merita!

Le sarte d’arte è un laboratorio dove si creano abiti, si riciclano  e si riparano con un occhio speciale alle altre culture e all’inserimento delle straniere nel mercato del lavoro. L’ideatrice è una donna  piena di talento e di energia. Nata dal nulla, come l’iniziativa precedente, ha un buon successo e si sta affermando nel territorio.

Altre donne hanno trasformato l’hobbystica in una risorsa economica, con l’ottimismo che solo le donne hanno. Ci sono poi associazioni che si occupano di tematiche femmin e la lista è lunga. Bisognerebbe che tutte avesso il sostegno della società e delle altre donne per crescere e stare insieme. Ce la possiamo fare!

I luoghi delle donne in Italia



 

Panama, Finmeccanica e armi?

Mi chiedevo l’importanza Finmeccanica nell’ economia italiana e la corsa ai posti di comando. Perchè? Tutti gli scandali ruotanoattorno a questa nostra industrina. Che produce di così impotante da richiedere tanta attenzione da generali, faccendieri e politici? Caramelle, meccaninca speciale, armi, giocattoli ecc, E Panama, perchè di colpo diventa una nazione con affari fra il Premier, Lavitola e c? Turismo? Materie prime? Arrmi? Per la proprietà transitiva armi. Sono così importanti da richiedere l’attenzione dei politici e dei faccendieri e di tutti coloro che vogliono fare soldi. Ebbene penso che la produzione delle armi, di cui l’Italia è la seconda industria mondiale sia l’anello di congiunzione di tutti gli scandali, dei ricatti e dei faccendieri. Alla faccia di ogni progetto di pace che noi umani vorremmo per noi e i nostri figli.Finmeccanica

Succede anche in Grecia

Un mio amico , tornato dalla Grecia pochi giorni fa mi raccontava della disperazione e della preoccupazione dei greci per la crisi. Mancano i libri e tate altre cose, a causa dei debiti  e agli studenti sono stati consegnati dei dvd. Si presuppone che uno possieda un lettore di dvd. Ma se non ci sono soldi non si possono comperare nemmeno i lettori di dvd. Gli studenti, per tutta risposta li hanno portati in piazza e buttati davanti al Palazzo. Mi sembrava una cosa incredibile, un segno di vero declino. Anche da noi succede, solo che i genitori hanno avuto l’invito a pagarsi i libri. Segno che la crisi non è ancora così enorme? Si dice che i giochi della borsa non ci riguardano e che  S&P parla solo agli addetti, ma se la tua banca viene declassata che significa? Che i tuoi soldi non ci sono più? Di certo c’è che  se lo stato fallisce non ci sono più soldi per nessuno a meno che uno non li abbia portati all’estero. Alla fine vincono sempre gli evasori!

Tornando ai libri di testo è incredibile che si continui a smantellare il futuro dell’Italia, la scuola, in modo così esemplare.

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Le miss nella crisi

Anche le miss hanno la crisi, di ascolti, pare. Io non ho seguito nulla, da anni, ma le notizie come sempre mi seguono. Oggi leggo che la patron della manifestazione protesta per il calo di ascolti, la Rai non si è impegnata, secondo lei. Può essere, non conosco i conti di tale manifestazione, ma posso immaginare che i cassaintegrati, fino all’anno curiosi del gossip sulle miss adesso abbiano altro cui pensare. Così, a braccio, mi viene da dire che sia inutile e superfluo spendere delle ora per inseguire dal video la più bella dei reame, forse. E’ questione di tempismo. Ci sono manifestazioni che sono sbagliate in quel momento e basta, non è nemmeno un relax ma solo un ricordare quanto sia superfluo tutto ciò. Sarebbe più utile una trasmissione sul recupero e l’utilizzo  di cose vecchie, di trucchi per risparmiare sul mangiare o come districarsela con il mutuo che non si riesce più a pagare. Le paiettes e lo sbrilluccichio della corona appaiono quasi oscene.

C’è nell’aria un bisogno impellente di pulizia, rigore, semplicità, onestà che si taglia a fette. Ormai quasi nessuno crede più al berlusconismo, inteso come rappresentazione che Berlusconi fa di se stesso e del cafonal che ne segue. Quando i sogni si infrangono non è possibile recuperarli, non dalle stesse persone.  E’ chiaro che i soldi non cadono dagli alberi, ma questo lo sapevamo già da Pinocchio, nè che il mondo non aspetta altro che noi, se può ci usa, vedi le olgettine e compagne. Passeranno alla storia solo per questo e faranno molta fatica se vogliono cercare un lavoro normale. Si dice che il passato torna sempre. Le miss, depurate e pulite (?) se ne tornano a casa, restano i problemi di oggi. Altro che miss!

Trenta ragazze per me posson bastare…e…e…e

Trenta ragazze, una dopo l’altra la sera, le telefonate con le ragazze stesse , l’appuntamento con i suoi avvocati per i numerosi guai giudiziari, il pranzo del lunedì con Bossi, le telefonate con i vari notabili del suo partito e con i direttori delle reti Rai, a Mediaset pensa il figlio, un paio d’ore per occuparsi delle varie società off.shore e alla fine B. il tempo per governare dove lo trova? Non ci si può lamentare se le cose vanno così, alla fine! Era a  lui che il suo fido ministro alla sua altezza  della funzione pubblica doveva dire : fannullone  che pensa solo ai fatti suoi. Ma quello si sapeva già, quindi non ci stupiamo nemmeno più. La cosa più incredibile è che oramai nessuno commenta scandalizzato, anzi sono solo i suoi che cercano di difenderlo, dal nulla. Praticamente nessuno protesta per il suo comportamento.  Come a sancire l’estraneità del suo comportamento dalla  nostra vita normale. Si protesta per altro, i problemi economici e la paura di finire come la Grecia, e piani piano si sta formano una rete di persone deluse e preoccupate che stringono i nodi sempre più come nelle tonnare, quando i tonni sono racchiusi nelle reti e dalle barche si lanciano fiocine. Un brutto spettacolo che si sviluppa in luoghi pubblici e privati. Anche i suoi sodali dovrebbero capire che c’è un limite oltre il quale non è bene andare, le persone esasperate lo travalicano senza problema. Ci siamo vicini, lo si avverte anche nelle chiacchiere della gente che commenta e dice come minimo che la m….è lui, non l’Italia. E si scopre che molti hanno tollerato, turandosi il naso e godendo (?) dei pochi vantaggi ricevuti dalle leggi  e leggine approvate a suon di decreto in questi anni. Ora tutto si rivolta contro B., l’utilizzatore finale della democrazia dell’Italia. Mi auguro che se ne vada anche domani, per poter respirare aria nuova.

Da Lucio Battisti

 scelta  solo per assonanza, non per contenuto!

Se ci comprano i cinesi…

Se i cinesi acquistano i nostri debiti che cosa vogliono in cambio? Ci salveranno dalla recessione e dal fallimento in cambio di che ? Non gratuitamente, penso. Sono arrivati in Europa spinti dall’economia dei più spregiudicati affaristi con le cineserie a prezzi quasi zero e noi abbiamo abboccato. Non abbiamo visto che dietro lo sparuto gruppo dei negozianti ci sono  un miliardo e mezzo di cittadini affamati e desiderosi del nostro benessere. E se per caso a loro non interessa, poco male, ci sarà la pubblicità a far venire i bisogni. Dunque che cosa gli daremo in cambio? Che già non abbiano. Contratti stracciati e pagamento quasi a zero delle ore di lavoro, come sta avvenendo. Mi dicono che in Cina non è tutto rose e fiori, gli operai si stanno organizzando e diventa più difficile fare dei guadagni. Ma loro sono tanti e noi un numero minuscolo, una punta di spillo direi.  Vuoi mettere uno sciopero di cinquecento  milioni di persone, loro, contro un milione, noi?
Proprietà dei monumenti e delle zone di interesse turistico saranno molto desiderate,
da  vendere  poi agli americano, inglesi o arabi , meglio gli arabi, sono più  ricchi . Alla fine si studierà il cinese nelle scuole e si mangerà riso alla cantonese anziché risotto allo zafferano. A me non cambia molto, ma la libertà ne soffrirà certamente. Quindi forse, prima di venderci ai cinesi è meglio pensarci. Si sa mai che il prossimo presidente non abbia gli occhi a mandorla, alla faccia della Lega che tace e tace, pavida e opportunista!

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Metodi di pulizia della nonna e non solo

Leggo un articolo interessante che consiglia di sostituire i detersivi chimici con sostanze meno aggressive e velenose, come ai tempi della nonna. Ricordo tempo fa la pubblicità di un nuovo detersivo liquido che recitava ” tutto in uno”. Un solo detersivo per tutte le pulizie di casa. Sospetto che non abbia venduto abbastanza perché dopo sei mesi lo hanno  sdoppiato e ora sono quattro i detersivi, divisi canonicamente : per sgrassare, per bagno, per cucina, per pavimenti. In ogni confezione c’è scritto anche di testarlo, perché corrode. In altri detersivi c’è scritto di usarli su superfici di plastica nate  solo da dieci anni , perché macchiano. In parte è una necessità. quella dei numerosi detersivi sostenuta dalla pubblicità, in parte dalla eccessiva importanza che, da sempre, ha la pulizia domestica in casa. Non voglio dire che dobbiamo avere case come nella trasmissione “case da incubo”, molto inglese, in effetti. Nemmeno però che sembrino delle sale operatorie, dove tutto è pulitissimo e inutilizzabile. Basterebbe poi che nelle pulizia di casa ogni componente  della famiglia si  occupasse di una pulizia. I single uomini  tengono puliti i loro appartamenti e quindi perché non dopo il matrimonio? Fatica, mancanza di tempo, poca attenzione ai problemi dell’inquinamento. La verità è che è più complesso prendere bicarbonato, succo di limone, sale o aceto e fare diversi  composti chimici per pulire. La chimica, si sa, è una materia sconosciuta ai più. Si fa prima ad afferrare uno spray e via, sulle ali del pulito ( forse).

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Riprendiamoci il voto

Sta andando avanti la raccolta di firme del referendum per abrogare il porcellum, definizione del suo  inventore, tale Calderoli, famoso anche per la maglietta con il disegno del maiale indossata in Libia, quando erano amici di Gheddafi, ma non troppo.

Mi sembra importante abrogare questa legge, visti gli effetti che ha prodotto; anche se ogni deputato eletto farà sempre quello che gli serve per restare il più possibile in carica e non approvare leggi che lo penalizzino, di qualsiasi schieramento sia. Molto italiano come concetto. Insomma al posto del porcellum il mattarellun, non so bene perché questo nome. Sarà per invogliare le casalinghe, poche, che ancora sanno tirare la sfoglia con il mattarello? In ogni caso va cambiata questa legge da consiglio di amministrazione, in cui si entra per nomina delle varie lobby, ma va!, dopo l’approvazione del capo. A questo punto ci si chiede quanto avranno avuto in cambio i nominati, oltre alla poltrona , dato che tutti hanno altri benefit personali. Chi la presidenza di una provincia, chi la nomina in un consiglio si amministrazione vero, chi a capo di un ente pubblico, chi, come Bondi prima ministro poi consulente della Mondadori. Noi ci rimettiamo sia come cittadini che come grandi lettori, purtroppo. Ormai l’intreccio fra politica, poca, camere da letto molte, consigli di amministrazione e grandi appalti è degno di un romanzo alla Michael Crichton. Venti volumi e duemila personaggi, un’unica fonte.  Ebbene, abolendo la legge elettorale attualmente in vigore si potrebbe riportare il voto in mano ai cittadini, con le preferenze e la faccia di chi si fa  eleggere. Perché se c’è una cosa che infastidisce è chi imbroglia in casa, nel proprio territorio. Roma è lontana, indefinita come realtà. E i deputati eletti nelle liste bloccate non hanno volto, non esistono, nascosti da un anonimato di comodo, anche quando appaiono in tv, omogeneizzati e uguali. Dovendo spendere tempo e energie per convincere le persone a scrivere il loro cognome sulla scheda, dovranno essere convincenti. Anche  se il rischio di voto di scambio c’è, ma c’è comunque, quindi…riprendiamoci il voto, iniziamo da questo.

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Blog letterari

Cercavo blog letterari per tenermi aggiornata sulle ultime polemiche o sulle ultime recensioni osugli ultimi avvenimenti letterari, appunto, e sono capitata su Come la carta e l’articolo che tratta proprio dei blog letterari. Più al centro di così. Ebbene, leggendo l’analisi che l’autore fa del centenuto dei post dei blog letterari, ho sentito una certa ironia. L’ho trovata gradevole, anche  seria e documentata.

Io frequento poco i blog letterari perché non seguo le discussioni su argomenti che avverto molto estranei, nè seguo le ultime pubblicazioni e ultimi autori, specialmente quando vincono premi. Sono un poco fuori dal giro degli intellettuali. Leggo i libri secondo l’umore del momento e sono arrivata quasi alla perfezione. Vado in libreria o in biblioteca a volte con il titolo del volume, altre mi lascio attrarre dalla copertina, da qualche frasi che mi ha colpito qua e là, a caso. Di solito sono buoni libri. Ho letto Canale Mussolini esattamente un mese  fa, dopo un anno dalla sua vittoria allo Strega. Se fossi stata un critico letterario avrei potuto mettere in evidenza che il libro è a volte confuso e con troppi personaggi in azione. C’è pure un punto all’inizio in cui il linguaggio si modifica e da aulico,quasi, diventa più ruspante. Nulla da eccepire se non che il passaggio di stile pare un salto dalle stelle alle stalle alla rovescia. Nel blog letterario si pubblicano anche racconti seri, serissimi e perfetti. Ma nei blog letterari si parla molto di editing e di editor, il sacerdote della letteratura. Figura paragonabile all’enologo, stesso compito, stessa lotta, forse stesse armi? Migliorare il prodotto grezzo per poterlo vendere al mondo intero. Il loro lavoro è importante perché media fra l’autenticità dell’autore e l’industria che vende libri, prodotti commerciali.

Ogni tanto passo e leggo articoli vari, così per poter dire che ho letto questo e quello. perché se non sei dell’ambiente devi presentare le tue credenziali e io ne ho molto mene di altri. Non è che per questo valga meno, ma non  ho argomenti di conversazione attualissimi. Devo aggiornarmi e quindi torno al punto di partenza. Sfoglio i blog letterari a caso.

Ho incontrato anche questo blog, interessante.