Mese: settembre 2011

Dire, fare…

Dire, fare, baciare, lettera, testamento, pioggia, vento. Una conta di quando ero piccola, per individuare il primo del gioco. Adesso le conte sono diverse e si contano le scarpe (!) . Mi piace l’idea della conta che mette al primo posto il dire, cui segue, a debita distanza il fare, poi le altre  azioni in una sequenza identica nella vita. Si parla molto, e si fa meno, si bacia quando si può, le lettere ormai si scrivono solo con la tastiera e il testamento non si fa più, tanto agli eredi rimangono certamente debiti e poco altro. Chi ha pensato a questa conta conosceva la vita fatta di parole, apparenza e illusioni. Ultimamente mi viene spesso in mente, come una logora cantilena. Ho la sensazione che si parli molto e si faccia pochissimo, sia per la vita che per la crisi. Serpeggia una certa insoddisfazione sulla lentezza con cui si muove il rinnovamento. Si vorrebbe cambiare tutto in fretta, ma non è possibile. Ma il cambiamento lento, il fare, c’è. Un milione e più di firme raccolte per abrogare il porcellum. Non è di poco conto smuovere un milione di persone e far firmare con nome e cognome e documento! Senza campagna pubblicitaria, per di più.  Far cadere il sindaco di Parma furor di popolo. Se non sembra poco! A suon di percussioni sulle pentole e rabbia per il modo di governare. Lascia un debito di sei centomilioni.

Persino la Confindustria ha stilato un documento con cinque punti per affrontare la crisi. Al di là della condivisione o meno, io non sono per niente d’accordo sull’aumento degli anni di pensione, visto che sono a tiro!, si sono mossi anche gli industriali. Ecc. Quindi il momento critico è anche un momento di  riflessione , di analisi e di proposte. tutti ma proprio tutti stanno elaborando il momento. Solo al Parlamento è tutto fermo, forse perché sono consapevoli di aver raggiunto il capolinea, con tutto quel loro dire e mai fare. Ora è il momento di un’altra conta: unci, dunci, trinci, quari, quarinci, un fran, chesh. Chissà cosa vuole dire!

Il blog di Franz per altre informazioni sul fare della gente

Parliamo di donne

Ormai siamo certi che non esistono solo le escort, ma una folla di donne piene di entusiamo e iniziativa per produrre , innovare, crescere e anche divertirsi. Ne ricordo alcune  nel mio piccolo. Cucitocafè è una assciazione che si occupa di insegnare a cucire abiti, ripararli, riciclare stoffe, e altro. E’ appena nata e vale la pena di farla conoscere.  l’ideatrice, una giovane donna piena di entusiasmo, voglia di fare e iniziatia, bella, elegante e raffinata. Non le manca nulla per avere successo. Avrebbe potuto fare altro invece ha messo in piedi questa lodevole inziativa. Le auguro ogni successo, se lo merita!

Le sarte d’arte è un laboratorio dove si creano abiti, si riciclano  e si riparano con un occhio speciale alle altre culture e all’inserimento delle straniere nel mercato del lavoro. L’ideatrice è una donna  piena di talento e di energia. Nata dal nulla, come l’iniziativa precedente, ha un buon successo e si sta affermando nel territorio.

Altre donne hanno trasformato l’hobbystica in una risorsa economica, con l’ottimismo che solo le donne hanno. Ci sono poi associazioni che si occupano di tematiche femmin e la lista è lunga. Bisognerebbe che tutte avesso il sostegno della società e delle altre donne per crescere e stare insieme. Ce la possiamo fare!

I luoghi delle donne in Italia



 

Panama, Finmeccanica e armi?

Mi chiedevo l’importanza Finmeccanica nell’ economia italiana e la corsa ai posti di comando. Perchè? Tutti gli scandali ruotanoattorno a questa nostra industrina. Che produce di così impotante da richiedere tanta attenzione da generali, faccendieri e politici? Caramelle, meccaninca speciale, armi, giocattoli ecc, E Panama, perchè di colpo diventa una nazione con affari fra il Premier, Lavitola e c? Turismo? Materie prime? Arrmi? Per la proprietà transitiva armi. Sono così importanti da richiedere l’attenzione dei politici e dei faccendieri e di tutti coloro che vogliono fare soldi. Ebbene penso che la produzione delle armi, di cui l’Italia è la seconda industria mondiale sia l’anello di congiunzione di tutti gli scandali, dei ricatti e dei faccendieri. Alla faccia di ogni progetto di pace che noi umani vorremmo per noi e i nostri figli.Finmeccanica

Succede anche in Grecia

Un mio amico , tornato dalla Grecia pochi giorni fa mi raccontava della disperazione e della preoccupazione dei greci per la crisi. Mancano i libri e tate altre cose, a causa dei debiti  e agli studenti sono stati consegnati dei dvd. Si presuppone che uno possieda un lettore di dvd. Ma se non ci sono soldi non si possono comperare nemmeno i lettori di dvd. Gli studenti, per tutta risposta li hanno portati in piazza e buttati davanti al Palazzo. Mi sembrava una cosa incredibile, un segno di vero declino. Anche da noi succede, solo che i genitori hanno avuto l’invito a pagarsi i libri. Segno che la crisi non è ancora così enorme? Si dice che i giochi della borsa non ci riguardano e che  S&P parla solo agli addetti, ma se la tua banca viene declassata che significa? Che i tuoi soldi non ci sono più? Di certo c’è che  se lo stato fallisce non ci sono più soldi per nessuno a meno che uno non li abbia portati all’estero. Alla fine vincono sempre gli evasori!

Tornando ai libri di testo è incredibile che si continui a smantellare il futuro dell’Italia, la scuola, in modo così esemplare.

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Le miss nella crisi

Anche le miss hanno la crisi, di ascolti, pare. Io non ho seguito nulla, da anni, ma le notizie come sempre mi seguono. Oggi leggo che la patron della manifestazione protesta per il calo di ascolti, la Rai non si è impegnata, secondo lei. Può essere, non conosco i conti di tale manifestazione, ma posso immaginare che i cassaintegrati, fino all’anno curiosi del gossip sulle miss adesso abbiano altro cui pensare. Così, a braccio, mi viene da dire che sia inutile e superfluo spendere delle ora per inseguire dal video la più bella dei reame, forse. E’ questione di tempismo. Ci sono manifestazioni che sono sbagliate in quel momento e basta, non è nemmeno un relax ma solo un ricordare quanto sia superfluo tutto ciò. Sarebbe più utile una trasmissione sul recupero e l’utilizzo  di cose vecchie, di trucchi per risparmiare sul mangiare o come districarsela con il mutuo che non si riesce più a pagare. Le paiettes e lo sbrilluccichio della corona appaiono quasi oscene.

C’è nell’aria un bisogno impellente di pulizia, rigore, semplicità, onestà che si taglia a fette. Ormai quasi nessuno crede più al berlusconismo, inteso come rappresentazione che Berlusconi fa di se stesso e del cafonal che ne segue. Quando i sogni si infrangono non è possibile recuperarli, non dalle stesse persone.  E’ chiaro che i soldi non cadono dagli alberi, ma questo lo sapevamo già da Pinocchio, nè che il mondo non aspetta altro che noi, se può ci usa, vedi le olgettine e compagne. Passeranno alla storia solo per questo e faranno molta fatica se vogliono cercare un lavoro normale. Si dice che il passato torna sempre. Le miss, depurate e pulite (?) se ne tornano a casa, restano i problemi di oggi. Altro che miss!

Trenta ragazze per me posson bastare…e…e…e

Trenta ragazze, una dopo l’altra la sera, le telefonate con le ragazze stesse , l’appuntamento con i suoi avvocati per i numerosi guai giudiziari, il pranzo del lunedì con Bossi, le telefonate con i vari notabili del suo partito e con i direttori delle reti Rai, a Mediaset pensa il figlio, un paio d’ore per occuparsi delle varie società off.shore e alla fine B. il tempo per governare dove lo trova? Non ci si può lamentare se le cose vanno così, alla fine! Era a  lui che il suo fido ministro alla sua altezza  della funzione pubblica doveva dire : fannullone  che pensa solo ai fatti suoi. Ma quello si sapeva già, quindi non ci stupiamo nemmeno più. La cosa più incredibile è che oramai nessuno commenta scandalizzato, anzi sono solo i suoi che cercano di difenderlo, dal nulla. Praticamente nessuno protesta per il suo comportamento.  Come a sancire l’estraneità del suo comportamento dalla  nostra vita normale. Si protesta per altro, i problemi economici e la paura di finire come la Grecia, e piani piano si sta formano una rete di persone deluse e preoccupate che stringono i nodi sempre più come nelle tonnare, quando i tonni sono racchiusi nelle reti e dalle barche si lanciano fiocine. Un brutto spettacolo che si sviluppa in luoghi pubblici e privati. Anche i suoi sodali dovrebbero capire che c’è un limite oltre il quale non è bene andare, le persone esasperate lo travalicano senza problema. Ci siamo vicini, lo si avverte anche nelle chiacchiere della gente che commenta e dice come minimo che la m….è lui, non l’Italia. E si scopre che molti hanno tollerato, turandosi il naso e godendo (?) dei pochi vantaggi ricevuti dalle leggi  e leggine approvate a suon di decreto in questi anni. Ora tutto si rivolta contro B., l’utilizzatore finale della democrazia dell’Italia. Mi auguro che se ne vada anche domani, per poter respirare aria nuova.

Da Lucio Battisti

 scelta  solo per assonanza, non per contenuto!

Se ci comprano i cinesi…

Se i cinesi acquistano i nostri debiti che cosa vogliono in cambio? Ci salveranno dalla recessione e dal fallimento in cambio di che ? Non gratuitamente, penso. Sono arrivati in Europa spinti dall’economia dei più spregiudicati affaristi con le cineserie a prezzi quasi zero e noi abbiamo abboccato. Non abbiamo visto che dietro lo sparuto gruppo dei negozianti ci sono  un miliardo e mezzo di cittadini affamati e desiderosi del nostro benessere. E se per caso a loro non interessa, poco male, ci sarà la pubblicità a far venire i bisogni. Dunque che cosa gli daremo in cambio? Che già non abbiano. Contratti stracciati e pagamento quasi a zero delle ore di lavoro, come sta avvenendo. Mi dicono che in Cina non è tutto rose e fiori, gli operai si stanno organizzando e diventa più difficile fare dei guadagni. Ma loro sono tanti e noi un numero minuscolo, una punta di spillo direi.  Vuoi mettere uno sciopero di cinquecento  milioni di persone, loro, contro un milione, noi?
Proprietà dei monumenti e delle zone di interesse turistico saranno molto desiderate,
da  vendere  poi agli americano, inglesi o arabi , meglio gli arabi, sono più  ricchi . Alla fine si studierà il cinese nelle scuole e si mangerà riso alla cantonese anziché risotto allo zafferano. A me non cambia molto, ma la libertà ne soffrirà certamente. Quindi forse, prima di venderci ai cinesi è meglio pensarci. Si sa mai che il prossimo presidente non abbia gli occhi a mandorla, alla faccia della Lega che tace e tace, pavida e opportunista!

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